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La Valchiavenna in bici


In e-bike alla scoperta di una valle dalla natura spettacolare, ricca di storia, cultura e tadizioni culinarie d’eccellenza

di Carla Brazzoli

La Valchiavenna punta a diventare la capitale del cicloturismo. Un obiettivo facilmente raggiungibile, considerato il grande impegno di questi ultimi anni (da parte soprattutto del Consorzio Turistico Valchiavenna) nel cercare di valorizzare il territorio con piste ciclabili e percorsi che portano alla scoperta di angoli inesplorati di questa bellissima valle. Per attirare professionisti e appassionati delle due ruote a pedale italiani e stranieri si sta cercando di creare l’ambiente e le strutture ideali per soddisfare tutte le esigenze. Motivo per cui, oltre a puntare sulle bellezze del paesaggio e dei luoghi storici, vengono organizzati a ciclo (é il caso di dirlo) continuo eventi e manifestazioni culturali ed enogastronomiche che si protraggono fino a ottobre.

La Valchiavenna si trova in provincia di Sondrio, nella parte settentrionale della Lombardia, ed è un’area forse ancora poco conosciuta del nord Italia. Il modo ideale per andare alla scoperta del suo patrimonio storico, artistico e naturalistico è proprio inforcare una bici, meglio ancora se una e-bike, ovvero la bicicletta a pedalata assistita che aiuta i meno allenati a raggiungere i punti più alti e spettacolari. Basta rivolgersi al Consorzio Turistico Valchiavenna, agli esperti del MTB Polisportiva Chiavennese e all’ E-Bike Rental&Tours di Elia Silvestri che noleggia e-bike e organizza tour personalizzati. Percorrendo gli oltre 50 km di piste ciclo-pedonali suddivisi in diversi itinerari si incontrano numerosi luoghi che meritano una sosta.

A Piuro  (Sondrio, a circa 2 km da Chiavenna), già il nome racconta una storia: deriva dal latino plorare (piangere) ed è stato attribuito al paese per ricordare il tragico evento del 4 settembre 1618, quando una gigantesca frana distrusse Belforte (questo l’antico nome del borgo) cancellando non solo gli edifici ma anche le ricchezze e intere famiglie. Oggi si possono visitare i resti di Belfort, uno degli 8 palazzi appartenuti ai nobili Vertemate. Qui una guida d’eccezione, il presidente dell’Associazione Scavi di Piuro è pronto ad accompagnare i visitatori descrivendo con dovizia di particolari l’accaduto. La suggestiva area archeologica si raggiunge attraverso le piste ciclabili che partono da Borgonuovo.

Nel comune di Piuro si trova anche un monumento naturale di spettacolare bellezza: le cascate dell’Acquafraggia, che hanno origine a quota 3.050 metri e sono considerate tra le più belle delle Alpi. Il tratto che si vede da fondovalle, presso Borgonovo di Piuro, è formato da un doppio salto gemello di circa 170 metri.

Orgoglio di Prosto di Piuro è Palazzo Vertemate Franchi, gioiello cinquecentesco edificato nella seconda metà del XVI secolo dalla famiglia Vertemate come residenza di campagna. Dopo la frana del 1618 rimase l’unico edificio delle proprietà dei Vertemate Franchi a salvarsi diventando il  palazzo principale della famiglia, restaurato e abbellito da numerose opere d'arte. Il palazzo è un capolavoro rinascimentale immerso nel verde  All’interno, pareti riccamente affrescate e soffiti intagliati. Abitato fino al 1985, attualmente è di proprietà del Comune di Chiavenna che lo ha trasformato in un interessante polo culturale, con eventi, manifestazioni e concerti nello splendido giardino. 

A Prosto di Piuro si trova anche il laboratorio di Roberto Lucchinetti, rimasto l’ultimo artigiano della zona a estrarre e lavorare la pietra ollare dalla quale vengono ricavate le tipiche pentole che permettono di conservare a lungo il cibo e di cuocerlo mantenendo inalterate le proprietà nutritive e i sapori. A pochi metri dal laboratorio si trova invece la piccola pasticceria delle sorelle Del Curto che producono i tipici biscottini di Prosto realizzati seguendo l’antica ricetta di famiglia.

Prosto di Piuro è un’ottima base dove soggiornare durante un weekend nella zona. L’Albergo Piuro  è un hotel bike-friendly a conduzione familiare, con noleggio di e-bike e garage dedicato. Di fronte all’albergo si trova il Crotto Belvedere, un luogo caratteristico dove gustare i piatti tipici del territorio; dagli sciatt alla brisaola (con la i per distinguerla da quella della Valtellina), dagli gnocchetti di Chiavenna ai pizzoccheri della Valtellina. I crotti (o grotti) sono cavità rocciose naturali, all’interno dei quali spira costantemente il Sorèl,  una corrente d’aria fredda (di 8 gradi). In queste cavità vengono conservati salumi, formaggi e vino. Ai crotti è dedicata una sagra, quest’anno il 2 settembre e dal 7 al 9 settembre.

Chiavenna ha un centro storico caratteristico, con edifici in pietra e strade rimaste quasi intatte dal 1500. In quella che un tempo era la piazza principale si trova Palazzo Salis e poco distante la Collegiata di San Lorenzo, un complesso che risale al V secolo, che si sviluppa attorno alla cattedrale e con un vasto chiostro porticato, abbellito da affreschi. Qui si gode di scorci suggestivi  delle montagne circostanti. Il centro è attraversato dal torrente Chiavenna, un corso d’acqua che taglia a metà il borgo e regala altri bellissimi scorci.

Pedalando, da Chiavenna si raggiunge Gordona, dove si trova il Boggia Park che ospita il kartodromo per una sfida sulla pista lungo 1,2 km a bordo di kart ellettrici. Questa struttura immersa nel verde coniuga alla perfezione sport, buona cucina e divertimento.

Un’altra parte della Valchiavenna che merita una visita è il lago di Novate Mezzola: al Chiosco da Gianni  vengono organizzate gite in barca che portano anche a visitare il tempietto romanico di San Fedelino, il monumento più antico della zona, situato sul vicino corso del fiume Mera.

Da Novate, sempre in bicicletta, si può raggiunge Verceia dove merita una visita la Galleria di mina, importante testimonianza della Pima guerra mondiale recentemente aperta al pubblico. Si tratta di uno stretto cunicolo lungo 200 metri realizzato dai militari italiani tra il 1916 e il 1917 per tagliare i collegamenti stradali e ferroviari provocandone l’esplosione in caso di invasione.

Lungo la strada che da Chiavenna porta al passo dello Spluga si trova Campodolcino, un paese ricco di storia che si scopre visitando il MU.VI.S, Museo della via Spluga e della Val San Giacomo, che testimonia la civiltà della valle: al suo interno è allestito un percorso che racconta la storia della valle con sezioni dedicate ai mestieri tradizionali, al turismo invernale, alla dimora tipica. E visitabile anche l’attigua cappella settecentesca di S. Antonio accuratamente restaurata. Ottima base per visitare la zona circostante Campodolcino, ricca di sentieri e borghi da scoprire, è l’Hotel Oriental,  nuova struttura a conduzione familiare con una proposta gastronomica d’eccellenza. L’albergo organizza anche escursioni alla baita di proprietà che si trova a Bondeno.

Anche il vicino borgo di Franciscio, noto per aver dato i natali a san Luigi Guanella, merita una sosta enogastronomica: al ristorante La Genzianella si scoprono gli autentici sapori tipici della tradizione valchiavennasca.