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Paris Fashion Week: stili e tendenze per la Primavera-Estate 2019


Sfilate, backstage e personaggi: il meglio dalle passerelle della settimana della moda parigina

di Annalisa Testa ,
Silvia Perego

Dalla couture da strada di Valentino, con i suoi camouflage di colori, il suo lettering e la nuova insegna logo VLTN che si ingigantisce su rain coat cerati e sneaker piumate. Alle uniformi ricodificate da Lucie e Luke Meier per Jil Sander con i capispalla geometrici e pantaloni taglienti, bluse come enormi scacchiere e camicie bianche allungate all’estremo. Fino ai nuovi codici d’abbigliamento maschili secondo Jhon Galliano per Maison Margiela che esplora l’artigianalità con un approccio ipermoderno alla sartoriale.

È una terminologia nuova quella che si legge tra le strade parigine, relaxed glamour, dressing reverse, anonimity of the lining. Per la prossima stagione calda i codici del guardaroba convenzionale vengono scomposti per riscoprire le diverse individualità. Lo manifesta con clamore Virgil Abloh che fa il suo debutto sulla passerella di Louis Vuitton senza stravolgere le regole scritte dal suo predecessore. Cultura rap e accenti afro, un lungo arcobaleno che illumina personaggi usciti dal film Il Mago di Oz, sulle note di Over the Rainbow sfilano completi sartoriali d'un bianco candido ma sporcato dal quelle linee prese dalla strada. Doppipetto over, pantaloni filati che strabordano su snekaer enormi. Maxi tasche, amxi gilet, maxi cinghie da una parte. Stampe tie dye, inserti flue e fiori all over, dall'altra.

Brutale e poetico, Rick Owens porta in scena parka tenda e pantaloni tubolari sotto il quale si intravedono i sandali cult di Birkenstock con cui collabora per la seconda stagione, ridisegnati dallo stilista con velcro, suede e linee bootsSperimenta con gli indumenti anche Jonny Johansson, Creative Director di Acne Studios che taglia e ricostruisce, allunga, sfilaccia e ricompone blouson arancioni e field jacket in nylon, gilet a coste con alamari presi dai montgomery e maglioni stratificati.

Altro debutto, quello di Kim Jones da Dior Homme che porta in scena un haute couture essenzialmente femminile riadattata sulle forme maschili. I capi sono morbidi, dalle spalle arrotondate e dalle linee essenziali. Molti i riferimenti di Kim Jones alla passione floreale per il fondatore della maison che sbocciano sui capi reinterpretando uno dei servizi di porcellana di Monsieur Dior. In esclusiva, qui le immagini dal backstage e il video della sfilata.