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Oliver Peoples, l’arte sottile della complessità


Costruiti con piccoli dettagli di lusso e pensati per non passare di moda, gli occhiali del brand californiano hanno conquistato nomi illustri. Incluso l’ex presidente Barack Obama

di Marco Morello

Chissà, un giorno potrebbero finire anche sui libri di storia, visto che l’ex presidente Barack Obama li ha indossati in più di un’occasione ufficiale: «È una soddisfazione e un’emozione avere contribuito al suo stile», ammette Giampiero Tagliaferri, direttore creativo di Oliver Peoples, brand di occhiali di lusso fondato nel 1987 a Hollywood e oggi parte del gruppo Luxottica. Con Los Angeles, città in cui ha ancora sede il quartier generale, il legame è solido, ma va oltre l’immaginario abusato della West Coast, tutto sole e surf, cinema e oceano. «La metropoli californiana è ora l’epicentro del mondo creativo», continua Tagliaferri, «ogni settimana apre una nuova galleria d’arte, c’è un fermento culturale forte. Ed è questo senso d’avanguardia che mi interessa, assieme a uno sguardo all’indietro: all’architettura modernista degli Anni Cinquanta e Sessanta di cui LA straripa».

Passato e sperimentazioni confluiscono in una linea di prodotti in cui l’artigianalità, la qualità, la presenza di striature vintage, creano un equilibrio che intende durare: «Per quanto sia importante rimanere contemporanei, non ci lasciamo schiacciare dalle tendenze. Non succederà mai che un nostro occhiale sia fuori moda dopo sei mesi, lo si potrà portare ancora tra dieci anni».

La cura del minimo particolare ritorna nelle boutique monomarca del brand, come quella inaugurata di recente nel cuore del centro di Roma, in piazza di San Lorenzo in Lucina. Uno spazio intimo, di 28 metri quadrati, ma che abbonda di finezze, dalla scala a sbalzo in cemento lucido al pavimento in marmo bianco di Carrara. Ispirazioni e tributi a nomi iconici del design come Gio Ponti o Carlo Scarpa, ma anche nostalgie: gli espositori girevoli ricordano i vecchi porta-cartoline delle località di villeggiatura italiane. «Ogni nostro negozio», spiega Tagliaferri, «è diverso dall’altro e vuole essere un omaggio alla cultura del luogo. In parallelo, è la nostra casa, dunque deve ricalcare il nostro universo».

Altrettanto centrale è l’e-commerce, prima prerogativa degli Stati Uniti, da poche settimane esteso ai principali mercati europei, Italia inclusa: «Funziona perché i nostri clienti, una volta che conoscono il brand, tornano. Rimangono fedeli. Di regola scelgono on line una nuova colorazione o una lente differente di modelli che già portano». Ad attrarli, la complessità, le mancate concessioni all’ovvio di un occhiale Oliver Peoples: «Il nostro non è un prodotto immediato. Vive nei suoi tanti dettagli. Va scoperto».