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Vini rossi per la grigliata


Come scegliere la bottiglia giusta a seconda della carne, rossa o bianca che sia

di Aldo Fresia

Appena il clima lo consente, ma a volte anche sul terrazzo in inverno, gli italiani si dedicano con entusiasmo alle grigliate di carne, rossa o bianca, con giusto qualche verdura defatigante. Volendo innaffiare la mangiata con del buon vino rosso, quale scegliere?

VINI E GRIGLIATA: QUESTIONE DI TANNINI
La regola di base dice che, quanto più è grassa la carne che vogliamo cucinare, tanto più dobbiamo rivolgerci a bottiglie con un tannino molto presente, in modo da controbilanciare gli elementi e ottenere un equilibrio perfetto. Ma come sapere il livello di tannini? Una prima indicazione può venire dal vitigno di partenza: in linea di massima, infatti, hanno una struttura più importante i vini fatti con Pinot Nero, Cabernet, Sangiovese o Syrah, a maggior ragione se invecchiano in botte.

QUALCHE CONSIGLIO
In presenza di carni grasse si comporta benissimo il Prima Pietra 2015 (della Tenuta Prima Pietra): un blend di Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Petit Verdot, tutti da coltura biologica e affinati in barrique di rovere francese per diciotto mesi. Alcuni di questi vitigni tornano anche nello Stupore dell'azienda Campo alle Comete, annata 2016. Ritroviamo infatti Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot, ai quali si aggiunge del Syrah: il tutto maturato per circa dieci mesi in botti di rovere francese, nuove e usate.

Calando i grassi della carne, possiamo spostarci sul Rosso di Montalcino Cru Gauggiole 2015 (di Castiglion del Bosco), ottenuto da un 100% di Sangiovese e affinato in acciaio, così da regalare un corpo più fresco rispetto al Prima Pietra o allo Stupore. Oppure scegliere un Brol Grande Bardolino 2015 della cantina Le Fraghe, che è un blend di Corvina e Rondinella e che, pur facendo otto mesi in legno, ha una struttura tannica morbida, oltre a un finale speziato al pepe nero che ben si sposa con la carne.

E SE FA MOLTO CALDO?
Se la grigliata è ferragostana, allora è bene rinfrescare anche i vini rossi più strutturati, senza esagerare con il ghiaccio, ma nemmeno lasciando le bottiglie a una temperatura ambiente che facilmente tocca i 35 gradi. Ci sono però viticoltori che suggeriscono di servire i loro vini freschi a prescindere dal clima, e che dunque offrono una valida alternativa per le giornate più afose e per le grigliate meno grasse: è il caso ad esempio del Kalterensee Classico Superiore DOC 2017, ottenuto da un 100% di Schiava; fa parte della linea Quintessenz, la più prestigiosa della cantina Kaltern.