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La birra fatta come lo champagne


Fresca e beverina, è un tipo di birra piuttosto particolare e di nicchia

di Aldo Fresia

Perfetta durante gli aperitivi, ma tutt'altro che semplice da procurarsi, la cosiddetta champagne beer (o brut beer) è un curioso prodotto di nicchia, dalla lavorazione piuttosto complessa. Come suggerisce il nome, si tratta di realizzare una birra attraverso il metodo champenoise, conosciuto anche come metodo classico o tradizionale, che è alla base di alcuni degli spumanti più prestigiosi del pianeta.

IL METODO CHAMPENOISE
Senza addentrarci troppo nei dettagli tecnici, possiamo dire che il metodo champenoise prevede che la seconda fermentazione, dopo la prima che trasforma il mosto in vino, avvenga all'interno della bottiglia grazie all'aggiunta di lieviti naturali e zucchero, grazie ai quali si formano le bollicine. Segue quindi una lunga fase di affinamento, di solito almeno 18 mesi ma spesso molti di più, durante la quale le bottiglie vengono lentamente portate in posizione verticale, con il tappo verso il basso. Ciò consente di raccogliere nel collo le cosiddette "fecce", cioè i residui prodotti dalla fermentazione, e poi di toglierle attraverso un'operazione che prende il nome di dégorgement (sboccatura in italiano). A questo punto la bottiglia viene rabboccata, ritappata e messa sul mercato.

LA CHAMPAGNE BEER
La produzione della champagne beer segue un procedimento simile: dopo la prima fermentazione, che trasforma le materie prime in birra, il liquido è inserito nelle bottiglie, poi viene avviata con lieviti e zuccheri la seconda fermentazione e via con la progressiva inclinazione e la sboccatura. Gli ingredienti di base, così come quelli del rabbocco finale, variano a seconda dei produttori. Al di là delle singole differenze, in linea di massima ciò che si ottiene è una birra dalla gradazione alcolica piuttosto alta, anche se dall'impatto molto fresco e beverino. Ci vuole più tempo del normale prima che sia pronta per la vendita, ma nonostante questo non è troppo costosa.

CONSIGLI DI ASSAGGIO
Gli esperti sostengono che per gustare il meglio del meglio bisogna guardare al Belgio, terra di grande tradizione birraia, e in particolare alla Bzart Lambiek del birrificio Oud Beersel. Si tratta di un ambizioso connubio tra il metodo classico degli champagne e la fermentazione spontanea della birre Lambic: otto gradi di bevanda dal colore chiaro capace di aggiudicarsi il World's Beer Awards nel 2016 e 2017. Altre bottiglie interessanti sono la brasiliana Brut (di Wäls Cervejas), l'inglese Camel Valley Pilsner (di Sharps Brewery) e le tedesche Quadriga e Insel Kreide (entrambe di Rügener Insel-Brauerei).