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Dove mangiare l’aragosta in città


Da Milano a Roma ecco come riconoscere le migliori, come e dove gustarle

di Chiara Degl’Innocenti
aragosta

Per chi resta in città durante l’estate, o per chi non vuole rinunciare al gusto del mare durante tutto l’anno, ci sono ristoranti che dedicano una parte importante del loro menu alla regina dei crostacei, l’aragosta. Ma come si riconosce? E, soprattutto come e dove si mangia?

Innanzitutto va detto che l’aragosta si distingue per la sua spessa corazza bruno-rossastra cosparsa di protuberanze, perché supera anche i di 50 cm e arriva a pesare fino a oltre 7 chili, perché è formata da coppie di zampe, lunghe antenne e una coda a ventaglio, ma soprattutto perché non ha chele frontali (come invece possiede l'astice).

Se viene servita divisa e poi ricomposta dentro la corazza, per mangiarla si usano la forchetta e coltello da pesce. Se invece viene impiattata intera si usano pinza e forchetta. Detto ciò, esistono delle oasi del piacere gastronomico che la preparano a regola d'arte rendendo l’assaggio un momento di puro godimento.

Coloro che vogliono mangiare dell’ottimo pesce non devono far altro che restare a Milano, una città dove “il pesce è sorprendentemente diventato il campione della scena gastronomica”, si legge sul New York Times. La città meneghina infatti si attesta tra i luoghi con i ristoranti di pesce migliori del Belpaese. Uno tra tutti il ristorante Alice (una stella Michelin all’interno di Eataly Smeraldo), seguono poi il risto-pescheria I pesciolini e la Pescaria, nota per le sue cruditè. Da segnare in agenda anche i locali di Enrico Buonocore (Langosteria, un lussuoso ritrovo per amanti del mare che si unisce all’ultimo nato e Cafè Langosteria, aperto a due passi dal Duomo dopo il ristorante e il bistrot) dove un posto d’onore spetta all’aragosta preparata alla catalana, alla brace, al vapore, alla parigina.

Scendendo a Roma, un indirizzo da non dimenticare è quello di Sor Duilio nel quartiere Trieste. Lungo il bancone della pescheria, dove vengono disposte le cassette con il pesce fresco che arriva in prevalenza da Civitavecchia o dal mercato ittico della capitale, ci si può accomodare in uno dei tavolini per gustare uno dei piatti in carta dopo aver scelto l’ingrediente prescelto. Qui, spiccano i crostacei con una specialità: l’aragosta alla catalana preparata come vuole tradizione, ovvero con la cipolla.Tra gli altri piatti da provare anche le alici marinate alla civitavecchiese e le tartare, tra cui quella di mazzancolla, arancia e granella di pistacchi.