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Tre mostre per il weekened


Tre visioni sul fare arte, in bilico sul concetto di forma

di Micol De Pas

Tre mostre da vedere nel weekend. Tre diverse visioni sul fare arte, tre modi diversi di pensare alla forma, sempre però in bilico su mondi altri. Per lasciare al pubblico lo spazio dell'interpretazione. O meglio del pensiero.

  • Peter Kim. Sull'orlo della forma. L'artista coreano arriva a Roma con una mostra in anteprima assoluta per l'Italia. Di casa a New York, Kim si è diplomato a Marsiglia e le sue opere sono state esposte in tutto il mondo. La ricerca di Kim è incentrata sul tempo e la memoria, sulle fratture e sulle sollecitazioni del presente e sul rapporto tra natura e cultura. Il mezzo espressivo dominante è la linea, ripetuta come un mantra, un'ossessione gestuale che incide nello spazio fino a creare una ragnatela in cui annettere la realtà. E in Sull'orlo della forma, Peter Kim analizza la forma del vaso come archetipo della memoria, come sintesi perfetta tra contenuto e contenitore di qualcosa che separa e include al contempo, in una convergenza tra finito e infinito, accanto alla proposta di matasse informi di fili colorati. Museo Bilotti di Villa Borghese, Roma, inaugurazione 21 giugno, apertura al pubblico dal 22 giugno – 4 novembre.

  • Wolfram Ullrich. Puro colore, pura forma. La prima personale dell'artista tedesco approda alla galleria milanese Dep Art come anticipazione dell'esposizione al MARCA di Catanzaro nel prossimo novembre. Puro colore, pura forma è un'indagine sui modi espressivi dell'artista in circa 20 opere realizzate appositamente per lo spazio milanese. Ullrich procede per segmenti in acciaio dipinti per velature in acrilico a comporre astrazioni geometriche tridimensionali. Che dialogano con lo spettatore: in una visione analitica, le incoerenze prospettiche tengono agganciata la sua attenzione nel decifrare il dettaglio; in una visione invece sintetica, le opere cambiano radicalmente a seconda della posizione del punto di vista dell'osservatore che cerca la composizione della forma totale. Un pensiero. Sulla percezione, sull'arte, sulla creatività e sulla fruizione in bilico tra bi e tridimensionalità. A cura di Matteo Galbiati, Dep Art, Milano, fino al 29 settembre.

  • Valerio Rocco Orlando. Mondi paralleli. Una mostra del drammaturgo, regista artista e curatore Valerio Rocco Orlando che porta al MAGA di Gallarate il lavoro realizzato con i ragazzi dei licei artistici P. Candiani – P. Bausch di Busto Arsizio e A. Frattini di Varese. A partire da una riflessione sui social media e sul ruolo che ricoprono nelle nostre vite, l'artista e gli studenti hanno lavorato sul testo Nello sciame. Visioni del digitale di Byung-Chul Han (Nottetempo, 2015), per esplorare la questione dell’ipercomunicazione e i suoi paradossi. Nelle parole del filosofo coreano: “Nello spazio di risonanza digitale, in cui si ascolta parlare sempre se stessi, scompare sempre più la voce dell’Altro, e a causa dell’assenza dell’Altro, il mondo ha oggi sempre meno natura di voce. […] E così, senza la presenza dell’Altro la comunicazione non stabilisce relazioni, ma solo connessioni. È una comunicazione priva del prossimo, priva di qualsivoglia vicinanza al prossimo. […] Senza prossimità, senza ascolto non si forma alcuna comunità. Comunità è comunità dell’ascolto”. Da questo progetto in tre workshop e l’utilizzo della piattaforma Instagram, l’artista e i ragazzi hanno realizzato una serie di profili fittizi, alter ego rovesciati, inventati, che interagiscono tra loro e con la realtà. L’artista attraverso una campagna di affissioni in città e in museo non fa altro che amplificare e diffondere i contatti di questi profili, suggerendo una connessione, un ponte tra la quotidianità reale e quella digitale, un punto di contatto tra mondi paralleli. MaGa di Gallarate, dal 23 giugno al 16 settembre.