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Balthus alla fondazione Beyeler di Basilea


40 capolavori in mostra

di Micol De Pas

Balthasar Klossowski de Rola, in arte Baltus, si racconta attraverso la sua pittura. A cui approda per percorsi alternativi, spesso antitetici a quelli accademici, fino a delineare presto uno stile personalissimo, che coincide con la propria visione del mondo, tra fantasia e realtà.

E ora con questa mostra di ampio respiro appena inaugurata alla Fondation Beyeler di Basilea, il pubblico potrà compiere un vero e proprio viaggio nel suo lavoro. Il percorso comincia da un quadro, già da tempo custodito alla Fondation Beyeler, Passage du commerce Saint André, realizzato tra il 1952 e il 1954 (che apre anche la gallery di questo articolo). Un capolavoro, uno snodo importante per conoscere Balthus perché contiene quasi tutte le suggestioni che hanno formato il suo stile e delineato la sua narrazione pittorica. A guardarlo bene infatti si ritrovano Piero della Francesca, ma anche Cézanne, una certa metafisica e la pittura fiamminga. Ma soprattutto è in mostra lo studio sullo spazio e sul tempo che caratterizza il lavoro dell'artista.

Il quadro sembra quasi un'istantanea, ma più che scattata in strada, sul palco di un teatro, durante una pièce dai tratti surrealisti. Oppure potrebbe essere anche la rappresentazione di un sogno e infine anche un dipinto verista sulla vita in quegli anni.

E tutto questo è Balthus. Lo sono i suoi quadri e lo è lui stesso, il pittore che amava definirsi semplice artigiano per poi mostrarsi aristocratico nei salotti intellettuali, l'artista che dipingeva il sogno ma anche la realtà e che puntava a dare spazio, sulla tela e nel mondo, a ironia e serietà. Tensione e tranquillità delineano le sue figure, sempre, in un tutt'uno molto vicino all'essere umano.

Le roi des chats, altra opera importante di Balthus, è un raro autoritratto dell'artista all'epoca 27enne, in compagnia di un gatto. Figure molto importanti i gatti spesso sono alter ego dell'artista, così ambiguo e intenso quanto quei piccoli felini. In mostra ci sarà anche Thérèse, il quadro che fece scandolo quando venne esposto per la prima volta al MoMa di New York, scatenando la stesura di una petizione da parte del pubblico affinché venisse rimossa o almeno ricontestualizzata nell'esposizione per l'alto contenuto erotico mostrato.

A lavorare a questa esposizione la fondazione ha cominciato nel 2016 e raccoglie 40 opere fondamentali di Balthus, realizzate tra il 1920 e gli anni 90, per riportare Balthus in un museo dopo tanti anni di assenza e mai con questa completezza. Da vedere.

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Balthus

Fondation Beyeler, fino al 1 gennaio 2019