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Whisky bar, 6 indirizzi dove bere cocktail con Johnnie Walker Blue Label


Un viaggio alla scoperta del rito della degustazione e dell’arte della miscelazione. Sei indirizzi, sei ricette che mescolano Johnnie Walker Blue Label ai migliori ingredienti home made

di Annalisa Testa

Lo chiamano Whiskey Renaissance, il rinascimento del whisky, intravisto non più solo tra le mani rugose di gentleman con sigaro cubano nel taschino, ma anche dietro al bancone di speakeasy e whisky bar come nuovo ingrediente base della miscelazione alcolica. Lo si ritrova così nei nuovi cocktail menu, in drink sapientemente studiati da esperti bartender, ispirati un po’ anche al bere vintage, e in cocktail sperimentali preparati secondo le più complicate leggi dell’alchimia moderna.

E i globetrotter si organizzano, aumenta così il pellegrinaggio verso location dedicate, dove il liquido ambrato viene degustato, assaporato e miscelato. È l’esperienza multisensoriale proposta da Johnnie Walker Blue Label, il blend pià pregiato della famiglia scozzese e che in occasione delle festività natalizie lancia la Winter Edition in edizione limitata, con un design ispirato alle costellazioni invernali.

Un viaggio da Nord a Sud lungo tutto lo stivale con i migliori indirizzi in cui sperimentarla. Il viaggio inizia a Torino, al Piano 35 in quel grattacielo firmato da Renzo Piano, che supera i 166 metri di altezza e gode di un panorama a 360° sull’arco alpino. Una nuova location che vuole diventare celebre non tanto per il suo record d’altezza, ma per l’alta qualità della miscelazione alcolica. È qui il Piano 35 Lounge Bar con terrazza sulla serra e un’eleganza minimal che gioca con la luce. Il drink da ordinare si chiama Blue is Fashion. È preparato da Mirko Turconi, a cui sono affdate le cure e la carta cocktail del locale. La ricetta: 50ml di Johnnie Walker Blue Label, 10ml di liquore al timo & arancia, 20 ml di vermouth Cocchi Dopo Teatro infuso al caffè, una zolletta di zucchero di palma e due gocce di bitter zenzero & vaniglia. Il cocktail viene servito in un bicchiere old fashioned vintage e decorato con una scorza d’arancia con chicchi di caffè tostati al momento. Morbido e profumato, da sorseggiare anche a metà pomeriggio.

Dal Piemonte alla Lombardia, sul tetto di Milano, in cima allo storico grattacielo Enel. Sorge qui Ceresio 7 meta gourmand e del bere raffinato, un rooftop con piscina e cabanas che incanta anche d’inverno, con la vista sulla città illuminata, la musica lounge e l’ambiente elegante ideato dai gemelli di Dsquared2. Ottone, marmo e legno invecchiato, divanetti in pelle nera e tavolini in vetro retroverniciato bordeaux. La cura del bancone e degli ospiti che sfogliano la cocktail list è nelle mani di Dario Gentile che celebra la Winter Edition di Johnnie Walker Blue Label con il drink The Gentleman Choice: 50ml di Blue Label, 15ml Poire Williams Eau de vie, 10ml Pedro Ximenez, 2 gocce di bitter al cioccolato azteco e cedro vaporizzato. Tra i best after dinner in circolazione.

È la volta di Firenze. Un giardino d’inverno, una serra per guardar le stelle. Con i suoi pavimenti antichi, gli scaffali di vino e i divani damascati. Il Locale sorge in quello che veniva chiamato Palazzo delle Seggiole, nel cuore di Santa Croce. Elegante come il cocktail che serve il bartender, Matteo Di Ienno. Blue Smoking: 50ml di Johnnie Walker Blue Label, 10ml di Mancino Vecchio (maturato in quercia italiana), due gocce di bitter all’arancia fatto in casa, una di bitter al cacao e 5ml di sciroppo di polline d’api, e servito poi in un tumbler su una sfera di ghiaccio al Lapsang Souchong Tea.

Per chi passa dalle parti di Roma l'indirizzo da segnare è quello del Bar Stravinskij all'Hotel de Russie, un’oasi di lusso in via del Babuino a Roma. Il luogo ideale per degustare il Gentleman Companion di Paolo Dianini: un raffinato mix di Johnnie Walker Blue Label (50ml) e riduzione di vino passito e mela (25ml) e poi cannella, anice stellato, caffè e chiodi di garofano. Una miscelazione che celebra l’atmosfera natalizia.

Poco più in giù. Napoli. Qui ci si ferma in un luogo dove non si serve né vino né birra (recita il menù). È L'Antiquario, uno speakeasy in perfetto stile anni Trenta omaggio a quei favolosi Roaring Twenties con una carta cocktail che mescola l’arte della mixology d’antan e nuove sperimantazioni.  Dietro al bancone dell’Antiquario Bar c’è il bartender napoletano Alex Frezza che con Johnnie Walker Blue Label prepara agli ospiti il Blue Classic. Gli ingredienti? 50ml di Johnnie Walker Blue Label, due cucchiai di miele alle mandorle salate, 4 gocce di bitter alle noci e uno zest di arancia. Forte e ribelle , con un carattere che esprime al meglio il dna dello speakeasy.

E alla fine si arriva a Lecce. Il cocktail bar è quello del Nazionale Ristorante, un ex magazzino tessile risorto per mano di Davide de Matteis e trasformato in un ristorante e cocktail lounge dal sapore anni Cinquanta con design minimal e un secret bar che riporta indietro nel tempo. Dietro il banco c’è l’esperianza di Fabio Bacchi che in curriculum ha l’Hotel Pricipe di Savoia, come head barmanager, e una rivista specializzata, BarTales. Il suo cocktail che celebra Johnnie Walker Blue Label si chiama Iconic. 45ml di Blue Label, 25ml di Vermouth, mix del Professore bianco e Cocchi Classico di Torino, 10ml di sciroppo di noci pecan e ananas brulè, 5ml di Liquore delle Sirene e 2 gocce di Talisker Storm. Stir and strained, versato in un old fashioned e guarnito con un peel di limone.