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Weekend a Londra, 5 indirizzi nella nuova Mayfair


Racchiusa ta Piccadilly e Oxford Street, Regent Street e Hyde Park. Il quartiere Mayfair rinasce grazie a nuove aperture, ristrutturazioni e indirizzi storici che si rifanno il look

di Annalisa Testa

È uno dei quartieri più antichi ed eleganti della città. Messo da parte per un po’, per dar spazio alla tendenza di spostarsi verso i quartieri periferici. Da Shoreditch a Spitalfields fino allo Shepherd’s Bush. Ma per Mayfair, cuore del lussuoso centro londinese, secondo il Wall Street Journal è tempo di rinascere.

Sarà per merito della nova generazione di sarti che popolano da sempre la storica Savile Row, o il restauro dei club più esclusivi e degli hotel che hanno fatto la storia del quartiere. È il caso dello Sheraton Grand London Park Lane rinnovato, dopo un investimento milionario, mantenendo lo stile Art Dèco contemporaneo che richiama l’atmsfera dei viaggi di epoche passate. Inaugurato 90 anni fa, nel 1927, al culmine dei Roaring Twenties, il nuovo Sheraton Grand London Park Lane ha subito una completa trasformazione delle sue 303 camere e suites e delle aree comuni, con un intervento focalizzato sul mantenere l'originale eleganza e glamour di questa proprietà storica. Con la ristrutturazione si sono inoltre aggiunte 43 camere club e le suite oltre il nuovo ristorante Il Mercante, sotto la guida dello Chef Davide d’Ignazio, che propone cucina italiana con prodotti freschi e solo stagionali. Ma, oltre a camere e ristorante, attrazione top dell’hotel è il bancone del Palm Court Lounge con la sua cocktail list Anni Venti preparata dalla Drinks Historian Rebecca Seals. La scelta è tra il Mint Julep Whisky e il Classic Martini, e poi tra un Colonial Cooler e  uno Champagne Cocktail.

Il nuovo Sheraton non è l’unico building che si è rifatto il look. Tra questi c’è Mark’s Club, un o dei più esclusivi membership club di tutta Londra, ha da poco restaurato tutte le sue sale. Poco più in la ha aperto un altro private club, il 5 Heartford Street con due ristoranti, tre cocktail bar, una discoteca sotterranea, una cinema e una cigar room. Alle nuove aperture tengono il passo anche i ristoranti. Il magnate Richard Caring, gia proprietario dell’oyster&champagne bar Scott’s, in Mount Street, ha da poco inaugurato il Sexy Fish, un ristorante asiatico in Berkeley Square con un menu da acquolina in bocca che alterna sushi e sashimi a pietanze cucinate sulla robata giapponese e diversi tipi di caviale, mentre gli appassionati di dim sum e e noodles l’indirizzo da segnare è quello del ristorante Novikov in Berkeley Street.

Ecco poi il ritorno verso l’alta sartoria. Quella di Savile Row ora in mano alla terza generazione di quei sarti che hanno trasformato il quartiere in un’attrazione unica dedicata alla moda maschile. È il caso di Huntsman al numero 11 di Savile Row, fondato nel 1849 e da tre anni tra le mani di Pierre Lagrange che ha assunto un nuovo direttore creativo e ha trasformato il retro del negozio in uno spekaesy con tavolo da biliardo e una dinning room privata.