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Viaggio a Pamplona, per la corsa dei tori e non solo


Per chi si ferma nella città basca per la celebrazione di San Firmino e per coloro che vogliono godersi l’atmosfera e la cucina locale

di Chiara Degl’Innocenti

Le proteste degli animalisti frenano l'entusiasmo, ma chi vuole davvero viversi un'esperienza forte non si perda Pamplona a luglio. Fino al 14 luglio infatti la Festa di San Firmino la fa da padrona a una Spagna che non ha mai abbandonato le proprie tradizioni e che rivive con la corsa dei tori un pezzo della sua storia.

La famosa encierro, che ogni anno puntualmente si corre a Pamplona, in occasione della celebrazione del patrono di Navarra, è un evento che attira fin su i Pirenei i viaggiatori più curiosi.

I festeggiamenti iniziano con il lancio del chupinazo (razzo) dal balcone del municipio in Plaza Consistorial la mattina del 6 luglio e finiscono a mezzanotte del 14 luglio con la fiesta in Plaza del Ayuntamiento catatterizzata dall'accensione di migliaia di candele e le lunghe bevute di sangria e vino tinto.

Chi vuole rivivere l'emozione di Fiesta di Ernest Hemingway si affretti: la festa sta per terminare.

L'atmosfera caliente trascina coloro che decidono di correre inseguiti dai tori, con l’obiettivo di entrare trionfalmente nell’arena in Plaza de Toros, ma anche chi è meno coraggioso. Questi ultimi, senza rischi, si godono lo spettacolo dal bar Zaldiko, in cima alla via che parte dal Coralles del Gas.

I viaggiatori che desiderano conoscere la cucina basca provino ad entrare in uno txikiteo vecchio stile (i migliori si trovano ne La Navarrería, la parte più antica di Pamplona) giusto per fare un giro a tapas. I foodie amanti dello spiedino facciano un salto al pluripremiato bar Baserriberri, che si trova in zona San Nicolas. Noto per il carpaccio di gamberi in salamoia è il bar Iruñazarra, giusto per chi di carne ne ha già avuta a sufficienza.