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Rotterdam: consigli di viaggio


Siamo stati nella hall dell’esclusivo Hotel New York per raccogliere i suggerimenti di quattro turisti illustri. Che ci hanno svelato insoliti indirizzi

di Raffaele Panizza

Un tempo si veniva qui solo per andarsene. Oggi, si transita dalla lobby dell’Hotel New York di Rotterdam da passeggeri privilegiati. Ci si imbarca e si sbarca a piacimento, su questo avamposto affacciato sul promontorio di Kop Van Zuid, lasciato senza tregua dal sole e dagli spruzzi d’acqua sollevati dalle chiatte. Si arriva da e si va verso. E poi si torna sempre, perché un plateau royale con cinque tipi di ostriche diverse per dimensioni e mineralità, da ordinare affacciati sul fiume Maas e sul secondo porto più grande del mondo, lascia sempre un sapore setoso in bocca. È un ponte levatoio di destini liberi, questo albergo. Pieno di vivi e di fantasmi. Visto che per oltre un secolo gli esseri umani che frusciavano nella sua porta girevole lo facevano per emigrare verso il nuovo mondo sui battelli a vapore della Holland-Amerika Lijne, una compagnia di navigazione che in questo edificio ha avuto sede per un secolo. Tra le sue mura di mattoni rossi, seduti al tavolo più in vista, Icon ci ha passato 5 giorni, senza uscire mai. 

Siamo stati il concierge occulto e il confessore appoggiato al bancone del bar, raccogliendo storie, racconti sulla città, luoghi dove cenare o ballare, consigli per vedere arte e architettura. Ma anche portati altrove, come è accaduto grazie allo sfizio intercontinentale di Nadir, per esempio, ingegnere all’Erasums Medical Center, che sfrutta la connessione wi-fi della hall per fare check-in sul suo volo di domattina: «vado a fare snowboard a Furano, in Giappone. Le alpi europee mi hanno annoiato», dice. O Helene, avvocato di 47 anni che ha appena aderito a una setta cristiana de l’Aja che si chiama City Life Church, e cerca di fare proseliti. Oppure Martin, che è arrivato da Brema perché al New York Barbershop, il parrucchiere old school all’interno dell’albergo, utilizzano una brillantina ormai introvabile in Germania: la Murray’s. Ordinando tè alla menta fresca e gamberi della Groenlandia, ostriche piatte dello Zeeland e lumache di mare pescate sulle spiagge olandesi di Harleem abbiamo vissuto protetti in una bolla, lontani da ogni pericolo, come se nulla di male ci potesse mai capitare. Un viaggio nuovo. Senza spostarsi di un solo passo. Surfando sulle vite degli altri.