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Natale e Capodanno in igloo


Dormire come un eschimese, passeggiare nel bosco incantato, ammirare la cascata ghiacciata. A Campo Tures le festività natalizie sono speciali

di Carla Brazzoli

Notte in igloo: un’esperienza per temerari? Piuttosto, un’avventura indimenticabile e accessibile a tutti, visto che per viverla non è necessario spostarsi nei Paesi nordici. Basta raggiungere l’Alto Adige e puntare verso Campo Tures e la Valle Aurina per trascorrere le vacanze di Natale e magri la notte di Capodanno in modo davvero speciale.
Da quest’anno infatti è possibile vivere l’avventurosa esperienza di pernottare in un igloo sullo Speikboden, a circa 2.000 metri di altitudine. E provare in prima persona che in fondo non è impossibile addormentarsi in mezzo al ghiaccio e trascorrere una notte serena e confortevole, avvolti in un morbido e caldissimo sacco a pelo.

Prima di sistemarsi nell’igloo si cena nei dintorni, in un rifugio che  offre le specialità di questa regione rinomata anche per la ricca offerta gastronomica. Quindi, ci s’incammina verso gli igloo situati vicino alla stazione a monte dell’impianto di risalita di Speikboden.

A Campo Tures si va anche per raggiungere, magari in carrozza, Cantuccio, il paese da dove partono splendide passeggiate nel bosco “incantato” coperto di neve. Tra musiche suggestive, degustazioni di prelibatezze locali, punch e tè caldi, guidati dalle guardie forestali ci si avventura alla scoperta delle orme di volpi e coniglietti e s’impara a riconoscere la flora del luogo. La passeggiata nella neve fresca culmina con un vero spettacolo della natura: la prima delle tre Cascate di Riva, ghiacciata e illuminata, lascia senza fiato.

Imperdibili a Campo Tures sono anche:


- La storica villa abitata un tempo dal dottor Mutschlechner (scomparso nel 1977), anni fa conosciuto in tutta Europa per i suoi “miracolosi” distillati fitoterapici. Nelle stanze della villa, nel periodo natalizio, si tiene un mercatino con prodotti locali e manufatti artigianali.

- Il Castello di Tures, uno dei più belli e maestosi dell'arco alpino, dove vengono allestite mostre e dove Ettore Scola girò nel 1972 il film La più bella serata della mia vita con Alberto Sordi.