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In Namibia stregati da safari e natura


L’ex colonia tedesca è ideale per vedere i big five da vicino, soggiornare in lodge raffinati e avventurarsi nel Namib Desert. Da aprile a ottobre il periodo migliore per visitarla

di Luca Bergamin

La Namibia è meta di avventura, scoperta di una natura sorprendente, di un popolo che trasmette passione. A Windhoek, la capitale, la testimonianza germanica, dalle chiese alle case, è forte e nostalgica. Per conoscere la storia e l'artigianato locali una sosta al Museo Nazionale e all'Art Gallery sono d'obbligo, mentre per pernottare è l'Olive Exclusive  l'hotel più esclusivo della città per la sua posizione panoramica e gli interni.

On the road, viaggiando sulla B1, si arriva alla Riserva di Okonjima dove ghepardi, licaoni, facoceri, porcospini, giraffe e zebre allietano i safari. Le piogge hanno reso verde il panorama verso Mushara, immensa proprietà privata al confine orientale dell'Etosha Park: un po' di relax nelle tende luxury, un tuffo in piscina e poi si entra nel parco dal varco di Namutoni dove c'è un castello tutto bianco. Il Pan, la grande laguna che alterna zone piene di acqua ad altre desertiche, è spettacolare per le acacie, i leoni e i leopardi che si incontrano solitari mentre si guida verso Occidente.

Oltrepassato l'Anderssons Gate, si scorge l'Ongava Lodgeche sorge sul cocuzzolo di una montagna rocciosa regalando una vista a 360 gradi sul terreno della riserva in cui i rinoceronti, sia quello bianco che il nero, hanno trovato l'habitat ideale. A bordo della jeep capita di imbattersi anche in giovani elefanti ed eleganti orici.

La via lattea in tutto il suo lucore illumina le notti. Che terminano presto: l'alba è il momento giusto per mettersi in cammino verso il parco di monoliti di Erongo di origine vulcanica pieno di pitture rupestri, piante di sterculia africana e babbuini. Spettacolare è il suo Wilderness Lodge, formato da palafitte incastonate come gemme di legno tra le rocce rotonde di granito rosso.

Infine si approda a Swakopmund, città avampasto tra il deserto e l'oceano, si erge tra tra le dune  rosa del Namib e le onde dell'Atlantico, con il suo pontile in legno, i cottage in stile californiano. Villa Margherita, che era la casa del primo medico tedesco della città, adesso è un hotel di charme che incanta per il giardino, l'ospitalità e la cucina. Da lì si va a Walvis Bay per vedere le foche, i fenicotteri e per domare la sabbia.