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Maiorca: 4 motivi per visitarla in autunno


Palma, ma non solo: tra musei di arte contemporanea, mercati gastronomici e una natura lussureggiante, l’isola delle Baleari è un paradiso per ogni stagione

di Giuliana Matarrese

Una capitale che è una città di cortili, di mare, e ramblas infinite che infilano un bar dopo l'altro; fuori, a farla da padrone, la natura selvaggia, che circonda paesini sperduti che assomigliano a borghi francesi, (ed in effetti in passato cittadine come Montpellier appartenevano alla corona di Aragona, ndr) amati da intellettuali come Robert Sanders, Gertrude Stein e Frederic Chopin. Maiorca, l'isola più grande delle Baleari, non è solo meta del turismo estivo di massa, ma grazie ad un clima mite è una località inconsueta dove trascorrere il weekend in autunno. Dal castello di Bellver al Museo di Arte Contemporanea passando per il Mercato Gastronomico, ecco i posti dove scoprire un nuovo lato dell'isola.

Castello di Bellver e Cattedrale di Palma: le principali testimonianze storiche rimangono nella capitale, Palma, che è possibile scoprire comodamente in bici, salendo la collina del bosco di Bellver, sulla cui sommità si situa l'omonimo castello, l'unico con pianta circolare in Spagna, oggi sede istituzionale dove poter visitare anche il Museo di Storia. A vedersi dal mare, però, è la maestosa cattedrale, solo 30 centimetri più bassa del Duomo di Milano.  La Seu, com'è chiamata dagli abitanti, ha le fondamenta su una moschea dell'antica città romana (ed in effetti, è ancora rivolta verso la Mecca, ndr) ed è stata costruita in stile gotico nel XIV secolo. Al fianco del Palazzo dell'Almudaina e del Palazzo Vescovile, il crocefisso è stato disegnato da Gaudì, mentre, unico edificio religioso al mondo, ha un murale di grandi dimensioni a ridosso delle pareti, disegnato nel primo decennio del 2000 dall'artista Miquel Barcelò, creazione voluta dal vescovo Teodor Ubeda, fortemente criticata per la modernità dell'opera, che contrasta con il resto della costruzione.

Museo di Arte Contemporanea Es Baluard: stupisce che un'isola che vive principalmente del turismo estivo disponga anche di un côté così culturale come l'arte contemporanea. Ed invece a Maiorca, da Es Baluard, oltre alla collezione permanente, che annovera opere di Picasso, Dalì e Mirò (il cui studio, e buona parte delle opere, si possono invece ammirare alla Fundació Pilar i Joan Mirò, sempre in città) ci sono retrospettive dedicate alla video arte e incontri regolari con gli artisti. Costruito sulle mura dei bastioni di Sant Pere, che fungevano da protezione alla città, è stato aperto nel 2004. Al suo interno, si è scoperto nel sotterraneo un ampio locale in mattoni che nel 1640 fungeva da cisterna per rifornire il quartiere di acqua, ed oggi è usato come spazio multi-disciplinare. 

Valdemossa: il paesino all'interno della Sierra de Tramontana, a soli 20 km da Palma, è divenuto famoso, oltre che per i suoi panoramici terrazzamenti, anche per essere stato dimora di Frederic Chopin, che qui, su consiglio del medico per via del suo clima mite, passò con la compagna George Sand, nome d'arte della scrittrice Aurore Dudevant un inverno, quello del 1838, componendo alcune partiture, ispirato dalla bellezza del luogo, mentre Sand in proposito ci scrisse addirittura un libro, Un inverno a Maiorca. Chopin soggiornò ospite della Certosa di Valdemossa, in iberico La Cartuja, un museo oggi visitabile, costruito dal re Giacomo II e nel 1399 donato all'ordine di San Bruno. Divenuto monastero dell'ordine dei certosini, la sua architettura fonde gotico e barocco, con la peculiarità di un campanile doppio, di cui solo uno rivestito di maioliche verde smeraldo. Al suo interno, oggetti d'arte, documenti certosini e persino il Pleyel, il pianoforte che il compositore si fece inviare appositamente dalla Francia. 

Il Mercato Gastronomico di San Juan: un edificio modernista costruito nel 1906, inizialmente fungeva da mattatoio della città di Palma. Oggi, sulla scia della tendenza street market, è diventato un vero e proprio patrimonio cittadino. 17 stand che offrono altrettante esperienze culinarie (dal giapponese al thailandese passando per le tapas, il pan y tomate con il famoso jamon iberico e gli hambuger gourmet) i prodotti sono a filiera corta, coltivati sull'isola. Inoltre c'è una fitta agenda di eventi, dagli showcooking alle rassegne cinematografiche passando per i concerti. Il posto ideale dove passare le sere d'autunno più fredde, senza annoiarsi.

Come raggiungerla: nella bassa stagione si fa obbligatoriamente scalo a Madrid, con Air Europa, terza compagnia aerea di Spagna.

Dove soggiornare: all'Hotel San Francesc, al centro della città vecchia di Palma. Aperto da soli sette mesi, è una casa nobiliare costruita in stile neoclassico nel diciannovesimo secolo. I suoi corridoi portano a 42 stanze, i soffitti in legno sono affrescati come all'epoca, ma il design è assolutamente moderno. Dal patio in terrazza si può fare un tuffo in piscina, bere un cocktail al tramonto con un sottofondo jazz, e ammirare lo scenografico panorama.

Dove mangiare: per gli amanti del pesce, niente di meglio che il Taronja Negre, il ristorante del club marittimo storico del porto di Palma, guidato dallo chef stellato Tomeu Caldentey e dalla sua squadra. Basato su un'idea del cibo come occasione di condivisione e di divertimento, alle classiche tapas iberiche si aggiungono cozze al vapore cucinate dallo chef di fronte al tavolo, sangria e fideuà, variazione salata dell'ensaimada, il tipico dolce maiorchino dalla forma a spirale. Per i vegetariani e vegani, la scelta è il Bon Lloc, primo ristorante del genere dell'isola, situato nell'affascinante città vecchia di Palma. Il menù è un meltin pot di sapori, dagli involtini vietnamiti al gazpacho di fragole passando per il tofu al curry. Per una gita fuori porta nella Serra de Tramuntana, l'ideale sono El Olivo e il Cafè Mirò, i due ristoranti dell'hotel La Residencia, della catena Belmond. Immerso nelle montagne della Serra de Tramuntana, ed in passato appartenuto a Richard Branson, oggi dispone al suo interno anche di opere di Mirò, in prestito dalla Fundació Pilar i Joan Mirò.