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L’Elba, la perla chic del Mare Toscano


Scogliere bianche, ristoranti sul mare, trekking in cresta, il biking in miniera ne fanno una destinazione alla moda

di Luca Bergamin

L’Elba, l’isola dalla forma di pesce, ha tanti venti, tante spiagge e tante facce. C’è quella sportiva del biking sull’anello iridato di Capoliveri sin dentro il parco minerario di Punta Calamita dove tra i moloch industriali, autentiche sculture di ferro e ruggine a cielo aperto si svolge il cartellone musicale Magnetic Festival.

C’è quella dei bagni a mare che si divide tra le cale incorniciate dalle bianche scogliere di caolino a pois neri tra Sansone e Capo Bianco, e le spiagge intime tra Straccoligno e Capo Calvo, dove si arriva a piedi o con la barca che prima attracca sempre al sofisticato Ristorante Calanova. Si può scegliere anche di tuffarsi alle Piscine cavate dai romani sul litorale a sud, a Fetovaia che pare una cartolina d’altri tempi, alla Madonna delle Grazie o all’Innamorata come faceva Jacques Mayol.

Chi ama la storia, e in particolare Napoleone, può inseguirne il fantasma e i fasti tra Villa dei Mulini e Villa San Martino, alla Sua Seggiola di roccia panoramica affacciata su Punta Nera, distraendosi magari con la vista del faro e la grandeur decaduta della Galleria Demidoff. Ed esaltarsi al Forte Falcone che domina Porto Ferraio, e a maggior ragione alla Fortezza del  Volterraio, inespugnabile e inespugnata, che guarda tutta l’isola dall’alto.  

Ci sono itinerari di trekking sino alla Cima del Monte Capanne, Monte Lentisco tra eremi, borghi, mirto e ginestre, con panorami sulla Corsica e Giannutri.

C’è  anche un’Elba molto chic, che al tramonto beve i cocktail e balla al Convio della spiaggetta di Cavoli, e poi va a cena a Marina di Campo, al Ristorante Paglicce Beach per assaggiare le creazioni dello chef catalano, cresciuto con Ferran Adrià, Jordi Franquesa Guiteras. Un altro indirizzo da non mancare è Topinetti per il chiringuito da Anna o l’aperitivo a base di pesce da El Curandero a Porto Azzurro, paese che ha scalato la graduatoria e adesso la notte è il faro dello struscio.

Anche se Capoliveri con il suo cinema, le piazze piene di locali e ragazzi, le strade strette come carruggi, resta la calamita di quest’isola che tanto sarebbe piaciuta al Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry.