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La Venezia dei veneziani


Nella città lagunare per il ponte dell’Immacolata o durante le vacanze natalizie alla scoperta dei luoghi più amati dai suoi abitanti (e poco frequentati dai turisti)

Al terzo posto tra le città italiane più visitate dai turisti stranieri, Venezia (preceduta nella classifica da Roma e Milano) non ha bisogno di presenazione. Basti dire che sorge su un arcipelago di 118 isolette intersecate da 150 canali e collegate tra loro da più di 400 ponti per riamanerne affascinati. La città offre molti itinerari interessanti, tappe imprescindibili (come piazza San Marco o il ponte di Rialto) da non mancare perché ricche di storia e di fascino. Ma se si vuole scoprire una Venezia più vera, fuori dai classici giri noti a tutti proposti dalle guide turistiche, e andare nei luoghi consigliati dagli stessi veneziani, ecco alcuni suggerimenti che meritano di essere annotati.

Il luogo ideale in cui alloggiare per iniziare a vivere un’autentica esperienza veneziana è il Gritti Palace, a Luxury Collection Hotel. Un grandioso palazzo cinquecentesco che si affaccia sul Canal Grande, un tempo dimora della famiglia del doge Andrea Gritti, che recentemente è stato sottoposto a un importante restauro (durato 15 mesi) per riportarlo agli antichi fasti. Ai mobili d’epoca e ai pezzi unici e di valore artistico sono affiancate oggi le più moderne tecnologie. Nelle sue stanze hanno alloggiato numerosi personaggi famosi, artisti, scrittori, reali. Il primo ospite dell’albergo, il romanziere e commediografo Wil­liam Somerset Maugham, ne rimase incantato e scrisse: «Poche cose nella vita sono più piacevoli che stare seduti alla terrazza del Grit­ti...». He­mingway lo definì «Il miglior hotel in una città di grandi hotel», mentre Woody Allen lo scelse per trascorrervi la prima notte di nozze con la giovane Soon-Yi.

A rendere ancora più esclusivo il soggiorno al Gritti è l’esperienza gastronomica che si vive nel ristorante dell’albergo Club del Doge. Dove lo chef Daniele Turco, che ha lavorato con i grandi nomi della cucina nostrana e nei ristoranti di altissimo livello nel mondo, prepara menu raffinati valorizzando le peculiarità dei prodotti locali nel rispetto della stagionalità: gli ingredienti provengono principalmente dagli orti di S. Erasmo o dal mercato del pesce di Rialto. Notevole anche la carta dei vini, con una vasta scelta di bottiglie di Dom Pérignon.
Mentre per chi vuole ricevere lezioni private di cucina, la Scuola di cucina Epicurea interna all’hotel organizza corsi tematici tenuti dallo chef Turco.

Molto amato dagli stessi veneziani è anche il Bar Longhi, punto di ritrovo per cocktail d’autore (molto apprezzati da Hemingway), mentre nelle belle giornate e in estate il must è prendere l’aperitivo sulla terrazza del bar per godere la vista sul Canal Grande.

In un vicolo poco affollato, vicino a Piazza San Marco, si trova una delle librerie più originali del mondo: la Libreria Acqua Alta. Un microcosmo fatto di libri introvabili, strani arredi, gatti e acqua che invade continuamente il pavimento. Non ci sono scaffali ma gondole, canoe, vasche dove l'eclettico proprietario Luigi Frizzo, che ha aperto il negozio nel 2004, ha collocato i volumi per salvaguardarli. Per orientarsi in questo labirinto solo cartelli scritti a mano o le indicazioni dello stesso, disponibiliissimo Frizzo che conosce a memoria la collocazione di ogni singola opera. Salendo la scala realizzata impilando libri rovinati quindi destinati al macero, si gode la vista sui canali. 

I veneziani lo sanno: le migliori polpettine della città, sempre calde, croccanti e morbide, si mangiano nello storico bacaro Ca' d'Oro alla Vedova. Si trova in pieno centro ma è piccolissimo e difficile da trovare e i posti a sedere sono pochi. L'ambiente è quello tipico dei bacari dell'800, con mobili d'epoca, pentole di rame appese al soffitto, luci basse.

Una visita merita sicuramente il mercato del Rialto, uno dei più antichi di Venezia, molto frequentato dai locali che acquistano frutta, verdura, pesce che arrivano frescissimi ogni giorno. 

Molto suggestivo è il quariere ebraico, fondato nel 1500, uno dei più antichi al mondo. Entrare in Calle del Ghetto Vecchio immerge in un'altra Venezia, senza turisti o botteghe di souvenir. Qui si trova la Panificio Volpe, un negozio piccolo che quasi non si nota, l'unico non gestito dalla comunità ebraica di Venezia, ma con prodotti che rispettano le regole kasher. Da provare le impade, ripiene di morbida pasta di mandorle spruzzate di zucchero a velo.