Questo sito contribuisce alla audience di panorama

La Sicilia di Maria Grazia Cucinotta


Viaggio on the road seguendo i consigli del dell’attrice e l’itinerario dell docufilm “I Siciliani”

di Alessandra Mattanza

“La Sicilia è una terra meravigliosa, abbiamo magnifiche spiagge, montagne, il vulcano Etna, dove si può sciare e vedere la gente che fa il bagno al mare, monumenti storici antichi bellissimi, dal Teatro di Taormina alla Valle dei Templi, ai capolavori architettonici barocchi, a città come Noto, Siracusa, Catania… Penso che la Sicilia sia uno dei posti più interessanti al mondo, un paradiso di natura e cultura, caratterizzato dal calore della gente”, racconta l’attrice e produttrice Maria Grazia Cucinotta, che torna regolarmente nella sua regione d’origine, anche se vive con la famiglia a Roma. E il docufilm I Siciliani, scritto e diretto dal regista Francesco Lama, che recentemente ha esordito anche negli Stati Uniti, esplora tutta la Sicilia grazie alle testimonianze di molti artisti e personaggi come, oltre alla Cucinotta, Leo Gullotta, Tony Sperandeo, Ninni Bruschetta, Pietrangelo Buttafuoco, Antonio Emanuele e il popolo siciliano stesso. e' disponibile anche l’omonimo libro, tratto dal film e contenente la sceneggiatura, le foto, il dvd e il catalogo della pellicola.

“E’ un vero viaggio sulla strada in lungo e in largo per la Sicilia e consiglio proprio di seguire l’itinerario di questo regista, magari privilegiando le esigenze personali, prolungando la sosta nei luoghi che interessano di più”, spiega Maria Grazia. Le location del film comprendono Agira, Naso, Castell’Umberto, lo stretto di Messina, S. Agato Militello, Longi, San Fratello, la Piana degli Albanesi, Cefalù, Capo d’Orlando, le località di Floresta, Randazzo ed Etna, Zafferana Etnea e San Mauro Castelverde.

“Personalmente mi sento molto legata a Messina, che è dove sono nata e cresciuta e dove ancora vive mia madre”, racconta la Cucinotta. “Ho sempre trovato magico il vulcano Etna: quando ero una bambina mi divertivo a dire che ero cresciuta con “la lava sotto i piedi” e, dato che si vedeva dal mare, lo chiamavo “il vulcano galleggiante””, continua.

Una destinazione per me davvero speciale rimane poi Salina, nelle isole Eolie, dove ho girato il film “Il Postino”, perché tanti sono i ricordi. Torno ogni volta ancora nell’hotel dove abbiamo lavorato e soggiornato.

“Una zona che ho scoperto grazie al fotografo Ferdinando Scianna (originario di Bagheria), con cui ho realizzato un servizio fotografico, è il Parco dei Nebrodi, come quella del Castello di Nelson (che si trova al confine tra i comuni di Bronte e Maniace). Ci sono diversi agriturismi e fattorie, dove ci si può svegliare e fare la ricotta con i pastori, che, ancora come un tempo, custodiscono le greggi… Un’altra landa di paesaggio ancora per lo più sconosciuta a tanti turisti sono poi le gole dell’Alcantara (sono situate nella Valle dell’Alcantara, dove termina la catena montuosa dei Peloritani tra i comuni di Castiglione di Sicilia e di Motta Camastra)”, dice Maria Grazia.

Dal punto di vista storico Cucinotta è attirata dalle storie che si celano dietro tanti bellissimi palazzi di Palermo, come quella di Franca Florio, all’anagrafe Donna Franca Jacona della Motta dei baroni di San Giuliano (anche se chiamata dai siciliani semplicemente Donna Franca), discendente di una famiglia dell’aristocrazia siciliana, moglie dell’industriale Ignazio Florio e uno dei personaggi più famosi del periodo della belle époque. “Grazie a lei, che ospitava artisti, poeti dannati, scrittori, personaggi di cultura e del mondo degli affari, Palermo e Taormina divennero il fulcro di una élite che trascorreva in Sicilia diversi periodi dell’anno. Successivamente purtroppo avvenne un decadimento totale…”, racconta Maria Grazia. Del periodo d’oro della famiglia oggi si può vedere ancora il Villino Florio, capolavoro di stile liberty. L’imponente tomba della famiglia Florio si trova invece al Cimitero di Santa Maria di Gesù a Palermo. Si nota la statua di un leone che beve, simbolo della dinastia, realizzata dallo scultore Benedetto De Lisi.