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La New York di Martin Scorsese


Il Friars Club di New York premia il regista con l’Icon Award, siamo andati alla scoperta dei suoi luoghi

di Alessandra Mattanza

Martin Scorsese ha di recente ricevuto l’Entertainment Icon Award alla carriera dal Friars Club di New York, in un grande gala, a cui hanno partecipato tra gli altri Leonardo Di Caprio, Robert De Niro, Olivia Wilde, Juliette Lewis, mentre un premio per la filantropia, per la sua Fondazione Zanetti Onlus, è stato dato anche all’italiano Massimo Zanetti, presidente e fondatore del Massimo Zanetti Beverage Group, di cui fa parte Segafredo. La festa si è svolta in un altro locale molto alla moda e amato da tante star: Cipriani Wall Street. Tutta la cinematografia di Martin Scorsese è una lettera d’amore alla sua città: New York. Siamo andati alla scoperta dei suoi luoghi.

The Friars Club è un’istituzione nella City, un club storico privato, in cui è ancora difficile essere ammessi e dove si incontrano sia grandi artisti e letterati, che businessmen e i protagonisti dell’high society newyorchese. “Questo club rappresenta il meglio dello show business a New York ed entrarci è come varcare un monastero dove sono custoditi storie e segreti” lo descrive Scorsese. Vanta tra i membri famosi del passato Frank Sinatra, tra quelli più recenti Tom Cruise, Alec Baldwin, Quentin Tarantino. Se non si è soci, si può cercare di partecipare a uno dei numerosi eventi.

L’attuale Nolita (a nord di Little Italy, come dice il nome) è dove Scorsese è cresciuto, in un edificio di Elizabeth Street (al 253), tra East Houston e Prince St. Ora tutta l’area è un grappolo di vie e di locali molto alla moda, e con piccole boutique, uno dei quartieri più emergenti. Anche Little Italy fa parte di tutta la formazione del grande regista, anche se ora è divenuto più turistico, ma è sempre bello farci una passeggiata. La scuola del regista esiste ancora, è la St Patrick’s School.

I genitori di Scorsese lavoravano entrambi nel Garment District, il distretto della moda cittadino: suo padre era un addetto alla pressa dei vestiti e la madre era una sarta e cucitrice. Entrambi erano poi attori, e di origini italiane. Ancora adesso il quartiere è suggestivo, con diversi negozi di tessuti e del settore.

Molti luoghi sono cambiati nel tempo a New York da quelli che si vedono in sue pellicole leggendarie come Taxi Driver, ma uno è rimasto quasi uguale. E’ la zona di Gramercy Park, tanto bene rappresentata in L’età dell’innocenza (tratto dall’omonimo libro e un ritratto dell’alta società del diciannovesimo secolo). C’è il parco, accessibile solo a chi vi vive intorno, ma che si può vedere, e poi ci sono tutte le vie circostanti, ricche di caffè, ristoranti alla moda, qualche vecchio pub.

Scorsese ha ritrovato personalmente le atmosfere di quello stupendo film nella sua residenza, in una townhouse del 1860 nell’Upper West Side.

Tra i suoi ristoranti preferiti ci sono Raoul’s, a Soho, e Barbetta, mentre ama il Cinema Village, vicino a Union Square, dove si vedono film d’autore.