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Hotel stellati: le 3 residenze storiche più belle in Italia e all’estero


Da Roma a Venezia passando per Maiorca: palazzi storici appartenuti alla nobiltà si trasformano in rifugi extra-lusso per viaggiatori contemporanei. Ecco quali sono i più nuovi.

di Giuliana Matarrese

L'ultimo in ordine di tempo ad aprire le sue porte è stato Palazzo Dama, residenza romana della famiglia Malaspina, ma la tendenza nel mondo dell'hotelleria, quella di trasformare con garbo antiche residenze nobiliari in alberghi extra-lusso per globetrotter attenti all'estetica, è ormai un dato di fatto.

E proprio a loro si rivolge Palazzo Dama, organizzato in sole 30 stanze e suite dall'architetto Antonio Girardi, che ha affiancato le porte in stile Art Nouveau e i mosaici in marmo originali che campeggiano nella hall, a creazioni di Venini, lampadari di cristallo provenienti dal Plaza di New York e pezzi disegnati a mano da artigiani locali e rivestiti di tessuti Dedar, Loro Piana e Ralph Lauren. Posizionato sulle rive del Tevere, a pochi passi da Piazza del Popolo, la famiglia lo utilizzava come residenza privata, ma anche per intrattenere la nobiltà internazionale che passava per la Capitale.

Il nome è un omaggio alle donne della famiglia Malaspina, contraddistintesi in passato per la sontuosa eleganza con la quale usavano ricevere gli ospiti. Concepito non come un semplice hotel, ma come una residenza privata nella quale far sentire a casa chi ci passa le proprie giornate, dispone di una piscina in terrazzo con vista sui colli romani, un giardino con piante di olivi e limoni ed un club privato

Più a Nord, esattamente sulle rive di Canal Grande, vicino al ponte di Rialto, si trova l'Aman Venice Canal Grande. Il palazzo del cinquecento, appartenuto alla famiglia di commercianti dei Papadopoli, attualmente unico sette stelle nello stivale, fu costruito allora dall'architetto Gian Giacomo Dé Grigi, mentre il piano nobile, il secondo, al quale si accede attraverso una imponente scalinata, fu ripensato nel tardo 1800 da Michelangelo Guggenheim, architetto esponente delle correnti in voga all'epoca, il Neo-Rinascimentale e il Rococò. Uno dei pochi palazzi nella Serenissima a disporre non di uno, ma ben due giardini privati (uno, interno, sfocia nel quartiere di San Polo) si fa colazione con vista sul Canale in quella che era la sala da Ballo e si cena con menù pensato da Davide Oldani. 24 stanze, che nelle occasioni mondane della Biennale o del Festival del Cinema sono oggetto di contesa da parte delle star di Hollywood che tra le sue mura cercano rifugio e privacy, nell'Alcova Tiepolo, una delle suite in stile orientale, il soffitto della camera da letto fu decorato da Giovanni Battista Tiepolo, mentre nella Stanza Sansovino, in origine chiamata Stanza dalle quattro porte, è presente un camino intarsiato realizzato da Jacopo D'Antonio Sansovino, uno degli architetti più noti a Venezia nel 1600.

Del 1880 è invece Sant Francesc, il boutique hotel appartenuto alla famiglia nobiliare maiorchina degli Alomar Femenia, che prende il nome dalla piazza della capitale dell'isola, Palma di Maiorca, dove il posto d'onore è dell'omonima cattedrale. Ripensato dall'architetto Tolo Cursach e dall'interior designer Maria José Cabré, le arcate e le mattonelle originali si fondono con pezzi di design realizzati per l'hotel da nomi come Philippe Starck, Paola Navone e Stephen Burks. Il punto forte? La vista dal rooftop con piscina, dove sorseggiare un cocktail guardando la città e la cattedrale del 1200.