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Danimarca a piedi, in bici e in moto


In sella a una due ruote o facendo trekking, ecco un itinerario panoramico che attraversa il Paese lungo coste sabbiose, villaggi medievali e siti Unesco

di Chiara Degl’Innocenti

Villaggi fiabeschi, natura e paesaggi mozzafiato. Temperature miti e giornate che sembrano non finire mai. Questa è la Danimarca d’estate dove il sole tramonta non prima delle 22. Qui le strade panoramiche, le aree naturali incontaminate, i siti Unesco, le scogliere a picco sul mare e i paesini dal fascino antico sono ancora più belli se visitati a piedi, in sella a una moto o in bicicletta. In un percorso lungo oltre 3000 chilometri  è possibile attraversare tutta la nazione percorrendo anche itinerari poco frequentati dal turismo di massa. 

La parte centro settentrionale della penisola dello Jutland offre tra i percorsi più interessanti da visitare su due rote Blokhus Klitplantage, Raabjerg Mile e, naturalmente, Skagen lungo la famosa strada Margherita, un itinerario percorribile con ogni mezzo. Oltre alle lunghe spiagge e alle numerose dune di sabbia la zona presenta vecchi mercati, città vivaci e tipici villaggi di pescatori.

Spostandosi verso est il paesaggio muta repentinamente. Il verde intenso delle colline della Mols Bjerge e dei boschi, il blu dei laghi di Silkeborg riempiono lo sguardo.

Gli ecoturisti non possono perdere le bianche scogliere di Møn, l’attrazione più spettacolare dell’isola danese a Sud della Selandia. A strapiombo sul mare una montagna di gesso si tuffa nelle acque turchesi regalando passeggiate a piedi o percorsi in bicicletta sulle spiagge candide o sulle ciclabili segnalate. Per una sosta, in estate le spiagge di Ulvshale o di Svinø sono l’ideale per un bagno.

Volengo lasciare le due ruote Røsnæs, a nord di Kalundborg, è un’area interamente attraversata da sentieri per il trekking estivi che costeggiano le scogliere e raggiungono il faro.

Ad agosto, poi, si presenta un’occasione unica. Per celebrare l’iscrizione di Christianfeld e della riserva di caccia Dyrehave e Gribskov, nella Selandia del Nord, alla prestigiosa lista dei siti patrimonio dell’umanità Unesco, la Danimarca dà l’opportunità di presenziare alle due inaugurazioni: il 23 agosto, a quella della riserva di caccia e il 29, alla presenza della regina Margherita II, del sito di Christiansfeld.

Un evento da non pedere per chi si trovasse a Christianfeld, che è un esempio di insediamento della chiesa morava fondata nel 1773 nello Jutland del Sud, i cui edifici sono ancora utilizzati da un'influente comunità della chiesa morava.

Per quanto riguarda la riserva di caccia di Dyrehave e Gribskov, situata a circa 30 chilometri a nord di Copenaghen, sono da visitare prima o dopo le celebrazioni inaugurali le due foreste di Store Dyrehave e Gribskov, così come il parco di Jægersborg Hegn/Jægersborg Dyrehave, i luoghi dove i reali danesi un tempo si dedicavano alla caccia a cavallo.

Interessanti da raggiungere in bicicletta o in moto, per poi proseguire a piedi, anche gli altri cinque gioielli patrimonio dell'umanità: il castello di Kronborg a Elsinore, immortalato da Shakespeare nell'Amleto; le Stevns Klint, spettacolari bianche scogliere di gesso, la Cattedrale di Roskilde, luogo di sepoltura dei monarchi danesi, le pietre runiche di Jelling, uno dei monumenti vichinghi più importanti d'Europa e il parco nazionale del mare di Wadden