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Cuba, fine dell’embargo: cosa visitare ancora


La svolta Usa-Cuba porterà a dei cambiamenti radicali. Ecco cosa non perdersi dell’isola più grande dei Caraibi prima dell”invasione americana

di Chiara Degl’Innocenti

Per Cuba il 2014 sarà ricordato come l’anno dell’inizio del disgelo tra Obama e Castro, tra Washington e L'Avana. I veri cambiamenti, che avverranno da questo evento storico di portata mondiale, saranno raccontati solo dal tempo. Ma da oggi la grande meta del rhum, della canna da zucchero, dei sigari, della salsa e delle spiagge da sogno sarà ancora più amata dagli italiani che vogliono visitarla per un’ultima volta nella sua originalità e tradizione, come uno dei luoghi da non perdere nel 2015.

Per gli amanti del ritmo uno dei luoghi migliori dove imparare a ballare o semplicemente lasciarsi trascinare dalle note della salsa e non solo si trova a Trinidad, la città dei negozietti stracolmi che lasciano la loro mercanzia appesa anche all’esterno, che siano souvenir o carne. Tra profumi e odori di ogni genere si arriva a La Casa de la Musica dove ogni giorno è festa: dalle 18 alle 20 si ascolta musica cubana, sorseggiando un buon cocktail o la birra Bucanero. E dalle 20 fino a oltre mezzanotte è un tripudio di danze tipiche come salsa, rumba, mambo, bachata, dove farsi invitare a ballare e farsi contagiare non sarà difficile.

Sempre a Trinidad, un locale storico è la Canchanchara, qui si gusta il liquore omonimo fatto di ghiaccio, acqua, aguardiente (grappa distillata dalla canna da zucchero), limone e miele mentre si osserva la vecchia arte dell’arrotolamento dei sigari.

I professionisti della danza e dei buoni drink, invece, non possono saltare Santiago, considerata la città della musica, dove non ci si ferma mai di ballare in ogni angolo del centro. Uno dei locali suggeriti è la Casa de la Trova, il ritrovo del ritmo dove si ancheggia anche tra un tavolino e l’altro ascoltando musica dal vivo. Proprio di fronte si trova il bar La Cocinita, dove si possono gustare ottime birre.

Ma Santiago, la culla del son, è bella da godersi anche soltanto passeggiando per le vie del centro, sull’El Bulevar, lungo il quale si aprono le piazze di Parque Ajedrez, Parque Cespedes e Plaza Dolores. Un po’ più a nord, poi, si trova la Bacardi. Fondata nel 1938 dall'omonima famiglia, oggi qui vengono prodotti rum alta qualità, come il Ron Caney o l'Havana Club. Mentre del Bacardi originale, purtroppo, è rimasto solo il nome dopo che la famiglia lasciò l'isola per Porto Rico post rivoluzione.

Raggiunta l’Avana, farsi un giro su un’auto d’epoca per la città vecchia, quella moderna, passare per Piazza della Rivoluzione, la Quinta Avenida, fino al Lungomare Malecón, Prado e Capitolio prima che l’atmosfera anni ’50 svanisca con la fine definitiva dell’embargo, è un must. Le società che propongono tour con autista (Travelnet Cuba, Cuba History Trip, Lovely Cuba) si sprecano offrendo viaggi di un’ora o per un’intera giornata su Cadillac Eldorado cabriolet del 1953, Lincoln Capri del 1956 o Dodge Coronet del 1957. Solo per citarne alcune dell’immensa scuderia a disposizione.

Per chi ha voglia di Mojito, invece, il migliore di Cuba, nonostante il locale ormai sia inflazionato da italiani e spagnoli, è La Bodeguita del Medio, tanto amata anche da Hemingway. Il locale noto in tutta l’Avana e oltre i confini cubani, è caratterizzato dalle sue sale labirintiche tappezzate da quadri e firme di personaggi famosi dove all’allegria onnipresente fa compagnia al buon mojito.

Altra atmosfera imperdibile della capitale è quella del mercato. Dichiarata Patrimonio dell'Umanità nel 1982, l'Avana ha ristrutturato negli anni numerosi edifici. Nel centro storico, o Havana Vieja, si trovano palazzi storici i cui spazi, convertiti in ristoranti e in gallerie d'arte, hanno lasciato il posto anche per il mercato dell'artigianato dove si trovano vecchie cianfrusaglie, alcuni articoli originali e qualche falso.

A quasi 150 chilometri dall’Avana il viaggio si conclude sulle spiagge bianche di Varadero bagnate dall’Atlantico. Diventate famose già degli anni '30, con la rivoluzione del 1958 queste spiagge furono aperte definitivamente al pubblico che non ha mai mancato di visitarle e soggiornarci per godersi il sole e la movida dei Caraibi.