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Vespa 946, ritorno al futuro


Un classico moderno: omaggio alla storia

Si manifesta (a sorpresa) fra le novità di Eicma: la Vespa 946 non solo rappresenta il tributo al primo modello datato 1946 ma anticipa linee e soluzioni tecniche dei modelli a venire. Esteticamente classica, eppur modernissima, ci piace perché non cede alla tentazione del vintage o del retro design. Anzi. Osa soluzioni estetiche inedite come la sella sospesa e tecnicamente ricercate, a cominciare dall’alluminio in cui è ‘scolpita’ la carrozzeria. Il motore è un monocilindrico 4 tempi 3 valvole a iniezione elettronica da 125, e forse 150 cc, per abbatte le emissioni del 30% e i consumi fino a percorrere 55 chilometri con un litro. Equipaggiata con sistema di frenata ABS e controllo elettronico di trazione ASR, ha lo stile giusto per invadere le città, proprio come accadde con l’originale.

È il 1945 quando Corradino d’Ascanio progetta la prima Vespa: dopo la Guerra mondiale tanto il Paese quanto le sue industrie sono in ginocchio, così il riscatto passa anche attraverso la libertà di muoversi. Progettista di elicotteri, affronta le due ruote col piglio di chi non le conosce, non le ama, non è capace di guidarle. Il risultato è straordinario: semplice nelle linee, nella meccanica e nella guida, la 98 debutta ufficialmente nel 1946. La si vede a Milano, durante il Salone del Ciclo e Motociclo. È subito un successo: motore due tempi (di 98cc), tre marce, 60 chili di peso, raggiunge i 60 orari e supera pendenze del 20% in prima, del 12% in seconda, del 5% in terza. Consuma appena un litro ogni 40 chilometri di strada e, insieme alla Lambretta realizzata l’anno seguente, diventa il mezzo di trasporto più democratico. Simbolo del made in Italy senza eguali, famosa in tutto il mondo, contamina la Dolce Vita per tornare oggi là dove tutto è iniziato, cinquant’anni fa.

Testo di Paolo Matteo Cozzi

@paolocozzi