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Armani firma gli abiti di Leonardo Di Caprio


In "The Wolf of Wall Street" lo stilista italiano collabora con Martin Scorsese. E a Icon racconta: "Erano gli anni del power dressing, fatti di vestiti che esprimono forza e personalità"

di Annalisa Testa

Nella storia del cinema Wall Street è spesso sinonimo di sesso, droga, macchine di lusso e, ovviamente, soldi.
Soldi a palate. Facili da fare. Facili da perdere.

Nella storia del cinema il Financial District di New York è stato al centro di storie di affamati broker. Spregiudicati, cinici e amorali. Ma mai mal vestiti. Anzi. Tra Broad Street e Wall Street anche l’abito determina il potere. Segna una linea netta tra chi ha successo e chi no. Tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta, nell’età d’oro della finanza d’assalto per essere qualcuno bisognava indossare anche un abito di successo.

Lo sa bene Giorgio Armani. Lui stesso ricorda ad Icon che il must era vestire Armani. Sarà dunque venuto naturale al regista Martin Scorsese chiedere a lui di disegnare lo stile e gli abiti da far indossare a Leonardo Di Caprio , o meglio Jordan Belfort in The Wolf of Wall Street.

Sono gli anni del power dressing. Gli abiti esprimono forza e personalità. Giacche sartoriali con spalle squadrate, doppiopetto gessati, pantaloni a vita alta con pinces e risvolto, cravatte stampate larghe almeno otto centimetri, camicie con colletti a punta e doppio polso per gemelli, rigorosamente d’oro.

Uno stile che lo stesso Armani ci racconta nei dettagli.

Abiti di successo, abiti per il successo: quali sono le forme e i tagli che vestono Jordan Belfort?
Ho ricordi molto vividi del look dei banchieri di Wall Street: dopo tutto sono stato in larga parte io a ispirarlo, negli anni Novanta. Mi sono basato su quei ricordi forti per creare i costumi, assicurandomi che gli abiti fossero in armonia non solo con gli ambienti, ma anche con i personaggi. Abbiamo così optato per giacche a doppio petto con spalle molto pronunciate, revers importanti e pantaloni dalla vestibilità comoda. I tessuti sono naturali, lana e misto lana, con fantasie gessate o sfondi grigio scuro. Uno stile che rende l’uomo un vero superman: tutto spalle e vitino sottile. L'effetto immediato è quello di un torace a “V” che poggia su gambe massicce, dritte e potenti.

Torneranno mai queste forme?
La moda è in continuo movimento. Ci sono tratti che permangono e si evolvono, altri che decadono completamente. I volumi eccessivi degli anni Novanta oggi appaiono fuori moda, ma l'insistenza sulla morbidezza ha ancora il suo perché.

Negli anni del boom di Wall Street i suoi abiti distinguevano chi aveva potere da chi non ne aveva. Era così necessario vestire da vincente?

Ricordo bene quel periodo, quando i miei completi destrutturati hanno iniziato a rappresentare il successo. Non so dire se ho anticipato un trend, ma sicuramente i miei abiti, dalla silhouette accattivante, eleganti ma allo stesso tempo comodi, erano perfetti per il “power dressing” e per l’ambiente di Wall Street, dove la giornata iniziava con ritmi frenetici fin dal mattino e necessitava quindi di abiti pratici ma sempre impeccabili.