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JR, lo street artist che da Parigi arrivò al Ted Prize


Lui si definisce un "attivista urbano". O meglio, un "photograffeur". Ecco oltre dieci anni di storia dell’uomo dai Rayban scuri documentati al CAC di Cincinnati

di Silvia Anna Barrilà

Arriva negli USA la consacrazione museale per lo street artist francese JR: il Contemporary Arts Center di Cincinnati (Ohio) gli dedica una personale con opere di dieci anni di attività (fino al 2 febbraio 2014). Ma chi è JR? Chi si nasconde dietro gli immancabili Rayban scuri?

Lui si definisce un "attivista urbano", o un "photograffeur", un mix di fotografo e graffitaro. È famoso per i ritratti giganti in bianco e nero di persone comuni con cui tappezza i muri delle città, i tetti delle favelas, i ponti e i treni. In questo modo "umanizza" l'ambiente urbano portando in primo piano le facce di chi vive in quegli spazi. Sono azioni globali in cui gli stessi protagonisti diventano collaboratori. Come nel caso di "Inside Out", la campagna globale organizzata in seguito all'assegnazione del TED Prize nel 2011.

Ma proprio lui, che trasmette al mondo messaggi di identità personale sotto forma di arte, lavora in modo anonimo, com'è tipico dell'ambiente della street art. Ha iniziato la sua carriera artistica a 15 anni nella scena dei graffitari di Parigi: documentava le avventure dei suoi compagni nella metropolitana e sui tetti, poi stampava le fotografie e le incollava per strada, in quelle che lui chiamava le sue "expo du rue".

Nel 2005, durante le sommosse nelle banlieue, è andato a fotografarne i protagonisti con un obiettivo grandangolare di 28 mm, che richiede vicinanza al soggetto e quindi fiducia. Sono nati poster-caricature che JR ha appeso nei quartieri della borghesia francese.

L'anno seguente è andato in Medio Oriente per fotografare Israeliani e Palestinesi nel progetto "Face 2 Face". Ha ritratto persone di entrambi i popoli che facevano lo stesso lavoro e le ha esposte l'una a fianco all'altra sul muro che li divide, facendo notare che non erano poi così diversi.

Il passo successivo è stato un tributo alle donne: "Women Are Heroes", un progetto realizzato in paesi in via di sviluppo e in zone afflitte da conflitti. JR ha fotografato i volti e gli occhi delle donne e li ha incollati sui tetti, sulle scalinate, sulle facciate delle case. Lo ha fatto a Rio de Janerio, in Sudan, Sierra Leone, Liberia, Kenya, portando l'arte tra le persone e favorendo la comunicazione al di là dei media tradizionali.  

Negli ultimi anni ha esteso il progetto a immagini di cose e persone che fanno riflettere su temi come l'energia atomica o la tolleranza religiosa, e tutto grazie allo "straordinario potere di carta e colla".