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Moda e musica: lo stile total black degli Interpol


Linee affilate, grafismi new wave e total black: gli Interpol tornano con un nuovo disco e con uno stile che ormai è un marchio di fabbrica

di Giuliana Matarrese

Si chiama El Pintor, il nuovo album degli Interpol uscito in Italia questo autunno: il gruppo americano torna così sulla ribalta delle scene, senza il batterista Carlos Dengler che ha lasciato la formazione per dedicarsi ad altri progetti, dopo una pausa di quattro anni dal loro lavoro omonimo, che aveva lasciato i critici scettici. Primi tra gli esponenti della scena indie rock newyorchese di inizio millennio, insieme agli Strokes, il gruppo di Paul Banks dimostra di avere ancora molte cose da dire, e di saperlo fare ancora con quel loro modus operandi che li ha resi band di culto nel popolo indie (guarda anche lo stile da rockstar dei Police).

Ballate, ma anche pezzi più arrabbiati, tutti tinti da un romanticismo a tratti decadente, per lo più affilato, secco, privo di fronzoli. Uno stile coerente, che si ripropone nella musica come nelle scelte legate all'abbigliamento: legati a filo doppio alla scena new-wave e ai loro spiriti guida, quelli di Ian Curtis dei Joy Division, di Robert Smith dei Cure, e dei Television, gli Interpol prediligono un total black esistenzialista e über-chic che ravvivano con gli accessori, cravatte dai grafismi cari agli anni ottanta, occhiali da intellettuali off-duty, o derby in suede. Vera base del loro guardaroba è però la camicia, che si declina su tre pezzi gessati dai vaghi richiami fourties per le occasioni più formali, o si nasconde sotto un maglione in cashmere dall'eleganza educata, accompagnata a pantaloni in tweed dai volumi sartoriali per i momenti più casual. Vere rockstar del nuovo millennio, intellettuali ma con un twist romantico, come nelle proposte della nostra gallery.