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Lo stile di James Dean


Giacca rossa, t-shirt, jeans e una sigaretta: di nuovo nelle sale con la versione restaurata di Gioventù Bruciata, il mito di James Dean conquista la moda

di Giuliana Matarrese

Era il 1956. Dopo, nulla sarebbe stato più lo stesso.

Tra censure e proteste, il film di Nicholas Ray con protagonisti James Dean e Natalie Wood, Gioventù Bruciata, sollevò il velo di ipocrisia che fino ad allora aveva immaginato le famiglie americane tutte come quella di Happy Days. L'ipocrisia borghese dei genitori, o la loro incapacità a comunicare, è malsopportata dai figli, preconizzando già quello spirito di ribellione che animerà tutto il decennio successivo. James Dean è Jim Starck, diciassettenne ribelle e tormentato, insofferente ad una società, quella del dopo-guerra, che vive d'immagine più che di sostanza. Il gusto per il pericolo, la vena d'eversione che attraversava tutta la pellicola, insieme al malessere adolescenziale del crescere, lo resero un film di culto sin da subito, anche se accompagnato da una fama maledetta (James Dean morì in un incidente d'auto, appena ventiquattrenne, un mese prima dell'uscita nei cinema, mentre Natalie Wood annegò in circostanze mai del tutto chiarite nel 1981). In Italia arrivò con corposi tagli, come quello alla scena del litigio tra Jim e suo padre, ma nonostante ciò il suo mito è perdurato sino ad oggi.

La Cineteca di Bologna ha infatti provveduto al suo restauro, e lo ha proiettato in anteprima il 28 Giugno proprio nella città, in piazza Maggiore, di fronte a seimila spettatori, accorsi per guardare per la prima volta la versione italiana senza censure. Dal 6 Novembre, per un mese, il film tornerà nei cinema, a dimostrazione della fascinazione che ancora riesce ad esercitare sul grande pubblico, che ha ormai identificato Jim con quel giubbotto rosso, la t-shirt e il denim slavato

Uno stile easy-chic, casual senza mai apparire indossato per caso, ma ancora impregnato di quella carica eversiva che gli ha regalato Dean, che torna a conquistare la moda. Le giacche a vento, perfetto connubio tra sport ed eleganza cittadina, capospalla ideale nei climi di transizione, hanno volumi definiti, lineari, ma la consistenza di materiali iper-moderni, neoprene e tessuti impermeabili di ultima generazione e si colorano di nuance accese, vitaminiche. L'abbinata perfetta è con il jeans a gamba dritta, dalle venature che gli regalano un'allure vissuta. Sono proprio i pantaloni il centro focale del look; sportivi con il giubbotto a vento, assumono un'aria di rilassata nonchalante se abbinati ad un blazer in tweed, la t-shirt coperta da una camicia di un bianco immacolato, come Jim. Compendio essenziale, boots in pelle, Chelsea e stivaletti (vedi anche la gallery con gli accessori di stagione). Ribelli senza una causa, forse, ma di certo con stile.