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Skylight: a lezione di stile da Bill Nighy


Cravatte regimental o micro-pois: Skylight al cinema il 3 Febbraio con l’attore Bill Nighy è una lezione di stile sartoriale

di Giuliana Matarrese

Un incontro casuale e che dura solo una notte, una coppia di ex amanti che rivive la stessa passione del passato, ma anche le insanabili differenze ideologiche e politiche: è una trama asciutta ma drammatica, quella di Skylight, piece teatrale firmata dal premio Oscar Stephen Daldry (Billy Elliot), con sceneggiatura di David Hare, al cinema solo il 3 Febbraio.

A interpretare i ruoli di Tom e l'insegnante Kyra, un veterano come Bill Nighy e una stella nascente non solo a teatro, ma anche sulle colline di Hollywood, Carey Mulligan, nota al grande pubblico per la sua interpretazioni di Daisy nel remake del Grande Gatsby ad opera di Baz Luhrman, e agli amanti del cinema d'autore per il ruolo della problematica sorella di Michael Fassbender in Shame di Steve McQueen.

Un'opera che scava a fondo nell'animo umano, Skylight (già vincitore di un Olivier Award all'epoca della sua scrittura originale, nel 1995) analizza con un delicato ma inesorabile realismo le motivazioni profonde dietro la fine dei rapporti umani. Oltre a dare una lezione di recitazione nei panni del raffinato restauratore Tom (nel quale più d'uno vede molte similitudini con il designer e restauratore inglese Terence Conran) l'inglese Bill Nighy, con il suo guardaroba essenziale, sembra stilare il decalogo del giusto abbinamento tra cravatta e camicia, di essenziale importanza soprattutto con l'arrivo della bella stagione, quando gli ingombranti paletot verranno riposti nell'armadio (guarda anche come scegliere la camicia bianca).

Ligio ai dettami dell'antica sartoria, ma capace di esprimere un'eccentricità inglese nei dettagli, Nighy opta per le camicie blu, preferendole al classico bianco, in favore della loro maggiore adattabilità. Canvas sul quale disegnare con relativa libertà, la cromia fredda permette abbinamenti sia con le cravatte monocromo che quelle stampate (da preferire in cromie di blu più scure della camicia, o in alternativa in rosso spento o marsala, sono ammessi i pois e le fantasie regimental, con un massimo di tre nuance, una delle quali deve necessariamente essere quella della camicia).

I motivi della camicia (approvate righe e check) hanno fondamentale importanza nella decisione delle stampe su cravatta, e persino della sua texture: se le linee della camicia sono sottili, o i pois micro, meglio optare per decorazioni di una grandezza lievemente maggiore, come Nighy, che calibra le micro-righe con dei pois più visibili sulla cravatta blu, la cui larghezza nel punto più ampio, secondo i sarti napoletani, deve mantenersi tra gli 8,5 centimetri e i 9,5. Le consistenze materiche variano dalla seta jacquard sui motivi regimental a sete più leggere per gli altri tipi di stampe. 

Un raffinato esercizio sul filo dell'equilibrio stilistico, quello dell'abbinamento tra camicia e cravatta, che ha, nella sua immensa varietà di scelte, texture, stampe e colori, un solo no tout court: il fazzoletto nel taschino, che risulta affettato e sussiegoso quando c'è già la cravatta ad esprimere personalità.