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Come scegliere il tessuto per l’abito da uomo su misura


La scelta dell’abito da uomo inizia dal tessuto: tinta unita o fantasia, lana, seta o cotone, morbido o croccante. Guida pratica per scegliere la stoffa in base all’occasione e alla stagione.

di Gaia Passi

Un tempo il cambio di stagione era il momento in cui i gentiluomini andavano dal proprio sarto di fiducia per ordinare dei nuovi abiti, che si adattassero al clima e alla moda del momento. Oggi il rito del “vestito su misura” è più raro, ma rimane uno dei piccoli piaceri dell’uomo contemporaneo.

La scelta dell’abito inizia dal tessuto, prima che dal modello. Tinta unita o fantasia, in lana, seta o cotone, morbido o croccante, le possibilità sono quasi infinite. Per questo, a meno di non essere esperti in materia, per orientarsi nella scelta può essere utile il parere di un addetto ai lavori. Francesco Barberis Canonico è direttore creativo dell’azienda di famiglia, la Vitale Barberis Canonico, uno dei più antichi lanifici al mondo che produce tessuti pregiati per abiti da uomo fin dal 1663. «Ci sono tre aspetti da considerare quando si sceglie una stoffa – spiega -. La prima è il suo aspetto visivo, la seconda è la sensazione al tatto, la terza è il peso del tessuto: più un tessuto è pesante, più è bello».

Partiamo dall’aspetto visivo. Le stoffe possono essere tinta unita o fantasia. Sulla tinta unita, i due colori principi sono il grigio e il blu, «il primo più adatto da giorno, il secondo da sera». Nel periodo invernale piacciono anche le tonalità del marrone e terra di Siena. Particolarmente sofisticati sono i colori cosiddetti “kashà”: «Si tratta di tonalità neutre, molto morbide, che richiamano il colore naturale della lana cachemire. Questa definizione comprende i toni del beige e del grigio chiaro, che si abbinano facilmente con tutto e si usano per abiti di alta gamma». Anche i colori seguono la moda. Nell’ultimo anno, per esempio, «è andato molto l’ottagno e il verde inglese».

Passando alle stoffe fantasia, scopriamo che la tendenza attuale predilige «i micro-effetti e i motivi minuti, quasi invisibili», ma anche il principe di Galles e i riquadri. Sono invece tramontate le righe, che rimangono legate all’immaginario dell’ “uomo di finanza”.

Per scegliere un tessuto non basta guardarlo, bisogna toccarlo. «La mano deve essere piacevole al tatto – spiega Barberis Canonico -. Un abito invernale dovrà avere una mano calda, lanosa, morbida, un abito estivo avrà invece una mano secca, fresca, scattante».

Fondamentale è anche il peso del tessuto, inteso come «peso del tessuto lineare al metro». Questo sarà tra i 220 e i 300 grammi nell’estivo e tra i 280 e i 400 grammi per l’invernale. Sebbene la moda ci abbia abituati a tessuti sempre più leggeri, di recente si assiste a un gradito ritorno dei tessuti tradizionali, più pesanti, «che sono più belli perché cadono meglio».

La lana è la fibra più adatta per gli abiti in ogni stagione: per la primavera-estate sarà mista seta, cotone o lino, fibre che donano agli abiti un aspetto più fresco e luminoso; per l’autunno-inverno è da preferire il misto cachemire, o la flanella, un tessuto «molto confortevole, isolante e idroscopico, adatto sia per l’abito, sia per giacca o pantalone spezzati». Ci sono due tipi di flanella: quella cardata, fatta con un filo più grosso, ha un look più caldo e sportivo, mentre quella pettinata ha una grana più sottile, che risulta più elegante.

Fondamentale è saper scegliere l’abito in base all’occasione. Per l’ufficio l’ideale è un abito in grisaglia grigio o blu, «un grande classico che si può indossare tutto l’anno». Per la sera si può optare per la lana mohair, «una stoffa con una bella brillantezza, passepartout per la sera e per le occasioni più formali». In questo caso il colore d’ordinanza è il blu. La giacca che non può mancare nel guardaroba dell’uomo elegante è «il blazer blu con bottoni di metallo, oro, argento o canna di fucile. Abbinata a un pantalone grigio di lana diventa molto elegante, mentre con un pantalone di cotone o un jeans diventa sportiva, ma sempre con un certo fascino».