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Scarpe stringate: quattro modelli classici


Curate nei dettagli come un abito su misura, fatte di passaggi artigianali e cuciture a mano. Le stringate sono protagoniste di stagione

di Annalisa Testa

Sono alla base dell’eleganza di un gentleman. Una scelta di stile che parte dal basso. Oxford o francesine, brogues o derby.

A disegnare lo stile delle nuove calzature maschili sono i dettagli: le impunture, i tratteggi che decorano e disegnano la tomaia, le punte a code di rondine, il doppio cuoio di sostegno nel contrafforte, i fori degli occhielli realizzati manualmente. E le cuciture a guardolo, vero sinonimo di qualità. Seguendo il metodo brevettato da Charles Goodyear, prevedono fino a duecentocinquanta punti cuciti a mano con un doppio filo intriso di un grasso che lo ammorbidisce e lo rende resistente e impermeabile. Nel fondo viene inserita un’intersuola in sughero che, oltre a garantire la traspirazione, si adatta all’anatomia dell’impronta, come fosse un plantare.

Le scarpe più eleganti della primavera si ispirano alla pratica dell'alta sartoria. Sono realizzate attraverso lavorazioni che impiegano fino a tre settimane, un insieme di minuziosi passaggi manuali. Proprio  come avviene per un abito fatto su misura. La forma si adatta alla calzata e il materiale per la costruzione della tomaia è scelto sfogliando una cartella pellami che spazia dal pitone al coccodrillo, dal vitello spazzolato al camoscio. La lavorazione è un su misura.
 Anche le suole sono lavorate artigianalmente, con processi che richiedono fino a  venti passaggi per creare strutture “a bolle”, un insieme di cuscinetti ad aria che ammortizzano l’impatto del piede al suolo. Ma i protagonisti di stagione sono di nuovo i pellami. Prima lavati, per stringere le fibre, stesi come teli per ottenere una superficie senza grinze, poi lucidati e tamponati a mano con creme e colori per quasi un’ora, fino ad ottenere sfumature che mettono in evidenza il naturale chiaro-scuro della pelle.

I colori vanno dal classico nero all’ebano. Tabacco, testa di moro fino al deep blu ispirato al denim. Hanno lavorazioni chiamate Toledo il colore viene applicato e steso direttamente sulla tomaia grezza) e rifiniture all-over per cui ogni dettaglio della calzatura assume la stessa nuance della pelle. Qui il guardolo viene dipinto a mano con un pennello e la lissa, l’orlo della suola, viene cerata per far risaltare il colore. Si indossano con pantaloni a gamba stretta, con l’orlo che sfiora la tomaia lasciando intravedere la curvatura che incornicia la caviglia.

Fashion Editor: Andrea Tenerani

Foto: Cesare Medri
Fashion Contributor: Marco Dellassette