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Mr. Swing


Il ritorno di Robbie Williams

di Gianni Poglio

C'è un dollaro firmato da Frank Sinatra dietro l'incontenibile passione di Robbie Williams per i crooner e gli artisti dell'era swing. Il dollaro è quello che suo padre spedì in una busta all'interprete di My Way. Un fiume di parole d'ammirazione che si chiudevano con una bizzarra richiesta: "Frank, mi rimandersti il dollaro autografato da te?".

Passarono tre mesi e il dollaro vergato da Sinatra (o più probabilmente da un uomo del suo staff) planò nella buca delle lettere di casa Williams. Venne incorniciato e appeso in salotto con la cura e le attenzioni che si riservano a un prezioso quadro d'autore. "Per mio padre" racconta oggi il cantante "Dean Martin, Frank Sinatra e Nat King Cole erano una ragione di vita. Quando se ne andò di casa mi lasciò la sua collezione di dischi. Io quegli album li ho consumati. Ascoltarli era come averlo al mio fianco".

Swing Both Ways, il nuovo disco, con Lily Allen, Rufus Wainwright e Michael Bublé, arriva dodici anni dopo Swing when you are winning. Robbie lo ha fatto per la seconda volta perché uscire dai panni della popstar per calarsi in quelli di un'icona della old school è un bagno rigenerante e rassicurante. Con giacca e cravatta indosso e una manciata di brillantina nei capelli, Williams dismette i panni della star sotto pressione, scioglie le tensioni, lavora di voce, non si cura di balletti e coreografie. 

"No, l'amore per lo swing non è un pensionamento anticipato" rassicura Robbie "ma una vacanza. E, al tempo stesso, un dono a mia figlia, Theodora Rose. Go gentle non è una canzone ma un abbraccio, il mio augurio perché da grande realizzi i suoi sogni. E magari eviti di uscire con uno come me. Quando avevo 20 anni, mica adesso che ho messo la testa a posto...".