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Polo a manica corta. Le tinte unite dell’estate


Elemento base del guardaroba maschile fin dagli anni Venti. La polo in cotone sostituisce, a volte, anche la camicia

di Annalisa Testa

Nasce candida, total white, alla fine degli anni Venti. Il primo a indossarla nel sacro tempio tennistico di Wimbledon, in cui le regole del bianco sono tuttora in vigore, fu René Lacoste icona di stile, classe ed eleganza anche fuori dal campo in erba. La chiamò jersey petit piqué, una maglietta a maniche corte e orli a costine, che, in quell’epoca veniva infilata dentro i pantaloni e abbinata a scarpe immacolate. Inconfondibile ed eterno il monogramma ricamato a mano sul petto che  rappresentava il suo nickname: the Crocodile.

Nel corso dei decenni la polo si è evoluta, sono cambiate le forme, stampe e colori. Ma la tinta unita mantiene quell’allure di eleganza  anche se viene indossata in ufficio, sotto a blazer o pull scollato a V. Le nuance sono neutre, dal blu navy al bianco passando per il grigio e l’azzurro carta da zucchero. Da infilare in borsa per un weekend in barca o, naturalmente,  durante un match tennistico.