Questo sito contribuisce alla audience di panorama

I Pearl Jam e Eddie Vedder, l’ultimo rocker


"Il mio gruppo? Una questione di vita o di morte"

di Gianni Poglio

"Il pop ti dice di stare sereno, che va tutto bene così; il rock ti urla di cambiare il mondo". Nelle recenti parole di Bono degli U2 è riassunto il pensiero di quella che con tutta probabilità passerà alla storia come l'ultima generazione di musicisti rock.

Sono quelli che si aggirano intorno ai 50, troppo giovani per bearsi dei ricordi della Summer of Love, troppo di mezza età per arrendersi alla deriva easy listening che ha contagiato la musica delle nuove generazioni. Uomo simbolo di questa middle age del rock'n'roll è Eddie Vedder (48 anni), leader e vocalist dei Pearl Jam, icona di un modo di fare musica e dell'approccio sobrio alla celebrità. "Ho registrato gli ultimi Mtv Video Award, poi mi sono messo davanti alla tv e non ce l'ho fatta: il tasto fast forward mi ha portato direttamente ai titoli di coda" ha dichiarato Vedder a Rolling Stone. "Va bene il pop, ma qual è il contenuto di queste canzoni? Chi le suona? Che funzione hanno oltre quella del puro consumo?"

Domande senza risposta di un artista che si sente parte di una pattuglia di semi veterani, sempre lì a presidiare l'avamposto della musica suonata da uomini in carne ed ossa, con parole ponderate, intrise di significati. Espliciti o metaforici. Una goccia di sangue rock in un oceano di rap, hip hop, dance, elettronica. E di baby popstar sempre più svestite di video in video. Il marketing della pelle nuda. Un avversario imbattibile. 

Non sempre, però. Ha sorriso Eddie Vedder quando poche ore fa scrutando le anticipazioni sull'ultima classifica di Billboard, ha visto Lightning Bolt, l'ultimo album dei suoi Pearl Jam, svettare al primo posto. Non se l'aspettava Mister Vedder. Per tante ragioni, la più ingombrante si chiamava Miley Cyrus, saldamente in testa alle chart americane con Bangerz, il disco per cui si è trasformata in una hot lady stile Gaga. Mentre l'album di "Sexy Miley" dimezzava le copie della settimana precedente, i Pearl Jam ne vendevano 180 mila in 7 giorni. Una boccata d'ossigeno.

Ha sorriso Vedder: la  fine non è vicina, anzi: "A questo punto, ogni disco è una questione di vita o di morte. Non c'è via di mezzo. O la gente ci vuole oppure dice basta. Ma non è successo neanche questa volta. E, forse, non succederà mai". Perché, come continua a cantare da più di trent'anni Neil Young: "Rock'n'roll is here to stay".