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Moda uomo: la tendenza field jacket


Urban-chic come Robert Redford, da viaggiatore come Ralph Fiennes, dall’ispirazione militare come De Niro: ecco le declinazioni del capospalla dell’estate

di Giuliana Matarrese

Il suo nome in codice è M-1965. E non potrebbe essere altrimenti, visto l'iniziale utilizzo, quello militare. 

Si parla della field jacket, capospalla che per la stagione estiva sembra vivere di una seconda giovinezza. Introdotta nel 1965 negli Stati Uniti, era in realtà uno sviluppo di un modello già esistente nel 1943, usato durante la Seconda Guerra Mondiale, e fu largamente utilizzata dalle truppe americane durante il conflitto in Vietnam, dove tornava particolarmente utile come protezione al clima tropicale della regione, soggetta alle piogge monsoniche. 

Con zip sul collo a nascondere un capuccio e originariamente colorata di verde oliva, le tendenze modaiole la rivisitano per l'estate ispirandosi a chi, nel cinema, o nella moda, ne ha fatto rivivere gli splendori nel corso dei decenni. Si ispira infatti allo stile da viaggiatore europeo dal gusto raffinato di Ralph Fiennes ne Il paziente Inglese il modello di Oliver Spencer: combinazione di stile e praticità, l'interno è foderato per sostenere le bizzarrie del clima, ma il collo è classico, da camicia. Guarda invece alle origini del mito, il modello militare di Visvim, che ricorda il Taxi Driver Robert De Niro nell'omonimo film. In tela ruvida di cotone e nell'originale tonalità del verde oliva, ai patch applicati, residuo dell'era punk, si sostituiscono dei più raffinati dettagli dipinti a mano. L'abbinata perfetta è una camicia in lino leggero dall'allure disimpegnata, meglio se in stampa check. Anche un maestro dello stile come Yves Saint Laurent amava la field jacket, che indossava però nella sua versione più lunga, con cinturino in vita, dall'ispirazione safari, come quella in prezioso nabuk di Burberry Prorsum, da abbinare per un tocco più oriental-inspired ad un foulard in seta a stampa paisley. Quella perfetta per la città ricorda invece Robert Redford in Brubaker, pellicola del 1980: dalla silhouette minimale e dalla composizione materica ariosa, in cotone e lino, si concede l'unica vanità dotandosi di un cinturino di pelle all'altezza del collo, come quella di Berluti. Metropolitana, ma con un tocco dal carattere deciso, che la rendono declinabile anche nei weekend fuoriporta.

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