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Moda uomo, lo stile in bianco sul campo da tennis di Wimbledon


In campo o in tribuna. A Wimbledon ci sono regole ferree sul loo. Ai fortunati che assistono ai match si consgliano toni neutri, sneaker immacolate e polo che hanno fatto la storia del tennis

di Annalisa Testa

Il torneo più antico al mondo, il più prestigioso, il più ambito. Wimbledon compie 140 anni e Google, puntuale come sempre lo ricorda con un Doodle animato celebrando quell’erba verde che ogni anno, dal 1877, si trasforma per due settimane in un tempio religioso per i fanatici del tennis, e non solo.

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Gli occhi sono puntati sul centrale, campo realizzato, dice la storia, da un architetto che per assicurare a tutti gli spettatori un’ottima visuale, pose un disco di carta di dimensioni minuscole al centro del campo e si sia poi assicurato che fosse visibile in modo perfetto da ogni posto dello stadio. Perché Wimbledon non è un evento dedicato solo ai professionisti del serve and volley. È soprattutto un evento per il pubblico. Ecco perché sugli spalti vigono le stesse regole di bon ton che i players devono seguire quando sono impegnati in imprese eroiche.

Compresa la regola del bianco, da sempre indiscussa legge del campo in erba fin dai tempi della golden age del tennis che vedeva scontri mitici come quello tra Fred Perry e Jack Crawford per contendersi il trofeo del 1934. Eleganti nelle loro divise candide, Fred Perry indossava pantaloni bianchi, stretti nel punto ideale tra eleganza e praticità, una polo bianca con ampio colletto e un gilet con scollo a V. Le scarpe, di pelle di daino, le ha disegnò lui stesso mentre al polso indossava una strisci di garza, per trattenere le gocce di sudore che scivolavano verso la mano che impugnava la racchetta, rigorosamente di legno.

Di bianco, insomma, ci si vestiva all’epoca, di bianco ancora oggi ci veste. Per non sbagliare meglio ispirarsi al look di Fred Perry, anche fuori dal campo. Dalla Sports Shirt, ideata originariamente negli anni Sessanta che per la primavera estate 2017 si arricchisce di dettagli french navy, gold e maroon, oppure il bomber degli anni Cinquanta portato sulle spalle prima di entrare in campo e nel momento del riscaldamento, con le tasche a forma di pallina da tennis e la vita elasticizzata per fasciare la schiena durante il gioco, entrambi della collezione Reissues ispirata agli archivi storici di Fred Perry. Fino alle polo in pique di cotone nate in collaborazione con Raf Simons inno al classicismo che contraddistingue il brand inglese unito ad una forte impronta futuristica.

In campo scendono anche Sergio Tacchini, con la sua classica polo total white, e Hydrogn che veste cona la Reflex Tech Star T-Shirt il suo brand ambassador e punta di diamante del tennis italiano, Fabio Fognini.