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Moda uomo, i 5 trend del 2016


Dal cappotto check, nelle più svariate declinazioni di dimensione e colore, al denim ricamato o decorato con patch personalizzati. Ecco, in poche righe, la moda uomo del 2016

di Annalisa Testa

Sfilano prima in passerella, con un anno d’anticipo. Poi pian piano invadono le strade, documentati da fotografi streetstyle e social network di grido. Infine entrano timidamente nel guardaroba del gentleman metropolitano. Con parsimonia, declinato nella più leggera eleganza.

Sono le tendenze della moda maschile che ogni anno rimangono nella memoria tirando le somme delle cose più belle viste nell’anno che sta per concludersi. Ecco qui le più evidenti, quelle che ad Icon piacciono di più e quelle che più facilmente, forse, si possono mettere in pratica anche nella quotidianità.

Cappotto check. O scozzese, o tartan. Insomma, il cappotto tinta unita va bene. Grigio, blu, verde militare, cammello. Ma se qualcuno vuole osare un po’ ecco la scelta giusta. Etro non smentisce il proprio Dna e porta in collezione lane mohair pettinate decorate con macro quadri, tartan e geometrie decise su volumi morbidi. Tomas Maier, per Bottega Veneta, elabora una collezione di cappotti tartan costruiti a partire dalla silhouette per creare linee slanciate ma raffinate realizzati  con i piu morbidi cashmere e lane agugliate ma anche velluti e cotoni pesanti. Check intensi anche sui trench coat di Prada che passeggiano su piattaforme sospese, linee strutturate e tessuti tecnici, abbinati a pantaloni a sigaretta con orlo alla caviglia. Il vezzo del cappotto di stagione, poi, è non infilarlo ma adagiarlo con nonchalance sulle spalle per sdramatizzare il rigore delle linee.

Denim ricamato. Pioniere di ricami artigianali sulla tela blu di Genova è Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, secondo cui l’abbigliamento deve rispecchiare il modo in cui ci si sente, e uomini e donne devono sentirsi autentici e liberi di esprimere sé stessi. Ecco così farfalle, lucertole, api, libellule, serpenti, rose e peonie ricamati su jeans a zampa e giubbini in denim giapponese con fodere a contrasto. Lo segue a routa Valentino che a Parigi porta giubbini decorati come monili Navajo. Il denim è letto in chiave Couture. Così come quello di Dolce&Gabbana che ricama con il punto croce i denim di una collezione che mescola atmosfere tipiche del vecchio West e elementi della cultura Siciliana.

Rigore militare. È da qualche stagione che aleggia nell’aria. Il military mood però sboccia quest’anno. Maestosa la collezione di Jil Sander in cui sfilano unifromi rigorose che attraversano tuta la palette dei khaki, dei grigi e dei verdi camouflage. Un linguaggio marziale con un tocco underground fatto di cappotti con strette cinte in vita e cappe chiuse sulla schiena. Sfiora forse più il capitano della marina militare invece il mood di Burberry con i sui cappotti doppio petto sui toni indiscussi del verde, ma con profili a contrasto, e lunghi montgomery con cappucci e alamari in legno. E poi ancora, ecco Louis Vuitton che contamina con la palette militare parka, aviator jacket, trench hi-tech e maglie in lana.

Relaxed pants. Durante le due stagioni del 2016 si è intravisto, sempre con più decisione, un pantalone un po’ più rilassato. Non che skinny denim e linee sartoriali che calzano a pennello siano svanite. Ma sembra che l’uomo sia alla ricerca di volumi morbidi e fit più comodi da indossare anche in occasioni formali. Troneggia su tutti Re Giorgio. Con le collezioni Giorgio Armani dedicate al New Normal fatto di fit rilassati, linee morbide, volumi ampi, a partire dai pantaloni che sembrano privi di peso. Segue la scia anche Fendi che gioca sin primavera ha giocato sul contrasto dei volumi e nella collezione invernale ha decisamente preso spunto dall più comodo home wear con pantaloni palazzo e pigiami in seta.

Chinoiserie. O più semplicemenente stampe orientali che decorano, come pennellate su tele antiche, sete luccicanti per capispalla e accessori di primavera. La tradizione cinese, con disegni di colibrì e pappagalli, di pavoni e draghi, che si mescolano ad atmosfere mediterranee fatte di limoni e arance dai colori brillanti sui capi della collezione estiva di Dolce&Gabbana. O, ancora, Valentino ha fatto della souvenir jacket, il bomber da baseball americano rivisto in chiave contemporanea, il suo capo di punta per la stagione primaverile, ovviemente stampato con fantasie che richiamano l’oriente: dal drago ricamate sul retro del bomber camouflage alla versione all over su seta dorata fino alla tigre stampata su una base giallo acceso. Infine Gucci, nuovamente protagonista nelle tendenze maschili, con i capi che richiamano la tradizione orientale nelle stampe e nei decori. Dai bomber imbottiti in twill di seta con stampe bloom a blouson e vestaglie in jersey  con ricami floreali dorati da indossare come una felpa su denim scirissimi. Da indossare con parsimonia.