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Paul McCartney post Beatles al cinema per una sera


Il 18 settembre lo storico tour americano del 1975

di Gianni Poglio

"Lo Zenith assoluto della sua carriera post Beatles". Con questa definizione coniata negli Stati Uniti è passato alla storia il tour americano di Paul McCartney con i Wings datato 1975. Un evento rock che ai tempi ha richiamato un milione di spettatori nelle arene e che ora rivive per una sola sera, il 18 settembre, nei cinema di tutto il mondo (sono oltre 700 le sale coinvolte worldwide). 

Paul McCartney & Wings – Rockshowquesto il titolo del film-concerto, racconta il secondo tempo della vita artistica di Paul McCartneyUna storia poco nota, soprattutto in Europa (fatta eccezione per l'Inghilterra), dove la musica dei Wings non ha mai ottenuto molta considerazione. La loro carriera è figlia di due flop epocali, quelli dei due dischi solisti, McCartney e Ram, che l'ex Beatles aveva scritto e prodotto con la moglie Linda subito dopo la fine dei Fab Four. Rolling Stone definì entrambi gli album "Un monumento all'irrilevanza".  

A un passo dall'oblio, Paul gioca la carta della disperazione: una nuova band. "Ero in sala parto per la nascita di Stella. Una gestazione difficilissima, mille complicazioni. Mi apparto in un angolo a pregare e ho una visione di ali (wings: ndr) che volteggiano nel cielo. Me ne sono ricordato quando è stato il momento di scegliere il nome del gruppo" racconta. Nove album nelle Top 10 di Inghilterra e America e ventitre singoli nelle top 40 di entrambi i Paesi. Sono questi i numeri che fanno dei Wings una delle band di maggior successo della storia della musica. Cifre da superstar, oscurate però dal fatto che il fondatore del gruppo era uno dei Beatles, la band dei record mai eguagliati. 

"I Beatles" ricorda il Baronetto, "da un certo punto in poi scelsero di non esibirsi più in concerto e diventarono una studio band. I Wings fecero l'esatto contrario. Vivevamo in tour come una banda di zingari. Io, Linda, la band e nostra figlia Stella di 4 anni non avevamo più una casa. Il nostro appartamento era un jet privato dove si svolgeva la nostra vita di famiglia. Su quel jet abbiamo viaggiato, mangiato, litigato, dormito. Eravamo dei nomadi di lusso convinti di avere una vita normale. Quando riguardo le foto dell'era Wings, stento a riconoscermi. Ma avevo dannatamente bisogno di quella vita folle e senza fissa dimora. Solo così sono sopravvissuto alla depressione per la fine dei Beatles". 

Il trailer di Paul McCartney & Wings – Rockshow