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Loro Piana, lusso reale


Molto più di un cognome e di un marchio. Una vocazione per artigianalità, ricerca e qualità

Più o meno intorno al 2010, Pier Luigi Loro Piana volò in Birmania, spinto dalla sua inappagabile curiosità e dal desiderio di carpire i segreti della  tessitura del  fiore di Loto, di cui gli aveva parlato un amico del far East. Apprese così le antiche e sofisticate tecniche di lavorazione dei lunghi steli del fior di Loto che nel giro di 24 ore dovevano essere  trasformati in fibra e poi tessuti in maniera del tutto artigianale. Il primo capo-test fu una giacca ad uso personale di Sergio Loro Piana, un capo eco sostenibile leggero, impalpabile, quasi poetico perfetto per le fughe al sole d’inverno. Da lì la nascita di una mini produzione di tessuto (perché la materia prima è esigua) in fior di Loto per una collezione a tiratura limitata, da 20-30 tagli, di giacche da 4 mila euro. Naturalmente su misura. Di storie come queste la famiglia ne ha tante da raccontare, sono racconti di scoperte, scommesse, incontri tra culture da tramandare, fusioni di saperi dal mondo, dall’Australia al Perù, dalla Mongolia alla Birmania per arrivare all’ombra del Monte Rosa a Quarolo, dove da sei generazioni ha sede l’azienda Loro Piana. Che non è solo un cognome e un marchio, come hanno ben capito i francesi, ma soprattutto una vocazione per i più alti standard di artigianalità, ricerca e qualità. Al di là delle mode e "del lusso aspirazionale, perchè noi rappresentiamo quello reale". Parola di Sergio Loro Piana.

Testo: Antonella Matarrese
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