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La prima volta di Riccardo Tisci


Lo stilista tarantino, direttore creativo di Givenchy, disegna i costumi per il Bolero in scena all’Opéra Garnier di Parigi

Nel suo curriculum, Riccardo Tiscio, ha più di una medaglia: dopo la presentazione di una collezione personale alla Settimana della Moda di Milano nell'autunno 2004/2005, viene chiamato dalla maison Givenchy e, come direttore creativo dell'haute couture, prêt-à-porter e accessori, ne rilancia il prestigio. Nel 2008 è la volta di Madonna a volerlo per la creazione dei costumi del suo Sticky and Sweet Tour e il successo è tale, che la popstar lo coinvolge anche per la tournée dell'anno seguente.

Ora è la volta del grande teatro a ingaggiare lo stilista di origine tarantine: Brigitte Lefèvre, direttrice del dipartimento danza dell'Opéra national de Paris, l'ha chiamato per l'ideazione dei costumi di scena del “Bolero” di Ravel, in programma fino al 3 giugno. “Creare gli abiti per un balletto rappresenta il sogno di ogni designer”, dichiara Tisci. “In passato ho ricevuto proposte da parte di importanti teatri ed opere teatrali, ma non mi sono mai sentito pronto. Il 'Bolero' è intensità! La musica suscita uno stato di esaltazione. I costumi esprimono due lati della mia personalità, l’oscurità e romanticismo. Desideravo che in qualche modo i ballerini avessero la sensazione di essere nudi: indossano tute attillate in tulle illusione color carne con un ricamo in pizzo bianco che disegna la struttura dello scheletro umano. Mentre danzano, si spogliano dei diversi strati come il ciclo di vita degli animali o come i fiori che perdono i petali. I ballerini si trasformano così in scheletri danzanti, forti e fragili allo stesso tempo”.  (Laura Barsottini)

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