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Keith Richards: l’ultrarocker compie 70 anni


L’ultima mito del rock’n’roll: una vita per la musica

di Gianni Poglio

"Da almeno trent'anni sono nella lista delle celebrità prossime a morire, ma visto che non succede credo che mi abbiano depennato dall'elenco. Peccato". Uno stile di vita in un quote. Tocca quota 70 il leggendario chitarrista dei Rolling Stones icona consapevole di una way of life che fa a pugni con il benessere. Mentale e fisico. L'uomo che in più occasioni ha dichiarato di "non avere mai avuto problemi con la droga ma piuttosto con la polizia" festeggia oggi un traguardo che non è scontato per uno che non ha mai imparato a vivere piano o in punta di piedi. 

Di rumore Keith negli ultimi 52 anni ne ha fatto tanto. Non da solo, ma in compagnia dei Rolling Stones. La storia del gruppo da sempre si interseca con il rapporto di amore e odio (fraterno) tra lui e Mick Jagger che 70 candeline le ha spente lo scorso luglio. Se Mick è il volto del gruppo, lui ne è il motore, con quel modo strampalato ma geniale di suonare la chitarra elettrica. La vera ragione per cui quando inzia una canzone degli Stones servono meno di cinque secondi per riconoscerla. 

Si erano conosciuti alle elementari i due bad boys del rock allora poco più che bambini. Non si erano piaciuti, anzi a dir la verità proprio non si sopportavano. Ma l'incontro che ha trasformato le loro vite doveva ancora avvenire. Il 17 ottobre del 1961 Londra è oscurata da un mix di nebbia e fuliggine. Sul binario 2 della stazione di Dartford Mick Jagger attende impaziente un treno che non arriva. Alle sue spalle, trafelato, c'è Keith. Si guardano, si riconoscono, ma non proferiscono parola. Ma qualcosa in comune ce l'hanno: i dischi di rock blues made in Usa che il giovane Jagger tiene stretti sottobraccio

Iniziano a parlare dell'unica cosa che li unisce: la musica: Salgono su un treno, continuano a discutere, nessuno dei due scende alla stazione prevista. L'eccitazione per la "musica del diavolo" che arriva dall'altra parte dell'oceano ha la meglio. Decidono di unire le forze, si ritrovano sul palco con una band chiamata Little Boy Blue and the Blue Boys, l'embrione dei Rolling Stones. La scintilla che li catapulterà nella leggenda. Quando non suonano, parlano di musica e quando non parlano di musica, vanno a caccia di flirt. Mick è un conquistatore di prim'ordine, Keith no. Lui punta tutto sul caos: "Non faccio mai il primo passo, sono troppo imbranato. Per sbloccare la situazione creo una tensione insostenibile, faccio casino, dico cose strampalate. E non so come, prima o poi qualcosa di interessante succede...".