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Karl Lagerfeld si racconta


Da Michelle Obama a Pippa Middleton. In un libro illustrato tutti le opinioni, senza censura, di un’icona della moda

di Annalisa Testa

Sfacciato, velenoso, irriverente. Con i suoi occhiali da sole che rappresentano il suo burka e quella divisa in bianco e nero con i guanti senza dita che lo rende uno degli uomini più riconoscibili del mondo, Karl Lagerfeld non risparmia nessuno.

Designer geniale ma decisamente politically uncorrect. Le sue frecciatine e i suoi commenti senza alcun tipo di censura hanno colpito il guardaroba di Angela Merkel, la first lady Michelle Obama ("La frangia è stata una cattiva idea"), Pippa Middleton ("Farebbe meglio a continuare a mostrare il suo lato B, indiscutibilmente migliore di quello A") e Adele ("Un po’ troppo grassa").

Ma nonostante ciò tutti lo adorano, anzi lo venerano. Vogue lo ha definito "Maestro della reinvenzione", un genio delle belle arti, dalla fotografia alla moda. Così il giornalista francese Jean-Christophe Napias ha sfogliato riviste, quotidiani, video e interviste per raccogliere in un libro di 176 pagine Le Monde Selon Karl, ovvero Il mondo secondo Karl (Rizzoli), tutte le sue frecciatine più provocatorie, aforismi, citazioni e riflessioni anche umoristiche sulla vita, sul lusso e sulla moda.

Il ritmo del libro è scandito dalle illustrazioni minimal di Charles Ameline. Rigorosamente in bianco e nero.