Questo sito contribuisce alla audience di panorama

Come fare i nodi della cravatta


L’eleganza non sta solo nella scelta della cravatta, ma anche nello stile con cui la si annoda. Guida ai nodi per ogni occasione

di Gaia Passi

C’è il nodo che si fa ogni mattina a occhi chiusi e quello da sfoggiare nelle grandi occasioni, il nodo imparato da bambini e quello consigliato dall’amico dandy. Secondo uno studio degli anni Novanta, esistono 85 diversi nodi della cravatta. Di solito, ogni uomo ha il suo preferito. Ma, per non sbagliare, basta conoscere le varianti più diffuse e saperle declinare in base al proprio stile e all’occasione.

Per la giornata in ufficio bisogna orientarsi su un nodo rapido e di sicura riuscita. Il nodo semplice, che gli inglesi chiamano “four in hand” (perché ispirato al modo di annodare le briglie dei cavalli nel tiro a quattro) è il più diffuso e il più facile da realizzare. Leggermente asimmetrico, si adatta bene a tutti i colli di camicia e a ogni fisico. Chi preferisce un effetto più corposo, può optare per il nodo doppio semplice, o Prince Albert, che prevede una doppia  rotazione della gamba della cravatta all’inizio: il suo aspetto sarà più spesso, meglio quindi scegliere tessuti sottili. In entrambi i casi, in ufficio la cravatta non è mai troppo appariscente. Via libera ai toni classici del blu, del bordeaux o del verde scuro, con piccole fantasie geometriche.

Nelle occasioni formali, come un matrimonio o una cerimonia importante, il nodo d’ordinanza è il Windsor (dai duchi di Windsor che lo resero celebre negli anni Trenta), chiamato anche nodo Scappino (come il celebre sarto dei Savoia). Simmetrico, spesso, a forma di cono, s’indossa con colli molto aperti, all’italiana. Non è tra i nodi più semplici perché richiede diversi passaggi: meglio quindi dotarsi di una cravatta lunga e ritagliarsi un po’ di tempo per ottenere il risultato perfetto. Si dice che doni anche agli uomini di bassa statura.

Per chi trova il nodo Windsor troppo voluminoso, il mezzo-Windsor può essere un’ottima alternativa: meno spesso del Windsor ma più importante del nodo semplice, è la giusta via di mezzo per un look elegante e sobrio, da sfoggiare a un matrimonio, ma anche a una cena elegante a due. In queste occasioni si può puntare sui colori pastello tinta unita o con piccole fantasie, come le api di Ferragamo.

Per un pranzo informale o una giornata più “casual” in ufficio, la cravatta tricot è una scelta comoda e originale: in questo caso si può optare per il nodo piccolo, chiamato anche orientale, che si porta con le camicie a collo stretto e viene valorizzato dal tessuto di maglia. Il nodo piccolo è consigliato soprattutto agli uomini alti, o con un collo importante.

Per chi non si accontenta dei nodi classici, o ama sperimentare look diversi, esistono alcune varianti meno viste. Il nodo Onassis, inventato negli anni Sessanta dal celebre armatore greco, è simile al nodo semplice, con la differenza che, nell’ultimo passaggio, la cravatta non viene inserita nel nodo, ma è lasciata libera. L’“effetto sciarpa”, molto informale, non è da tutti, né da tutti i giorni: consigliato a uomini dallo stile non convenzionale. 

Infine, un consiglio per le giornate d’inverno, che vedranno il ritorno delle cravatte di cashmire, come quella proposta da Burberry: per valorizzare questa texture si può scegliere il nodo diagonale, che lascia in vista la piega creando una linea di sbieco sul nodo e un gioco di chiaro-scuro al centro. Marinella suggerisce di usare una cravatta chiara, in tinta unita o a piccoli disegni per valorizzare questo particolare nodo.

Illustrazioni: Ilaria Cheloni