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Guida di stile: come e quando indossare il tight


Il tight, o morning suit, è l’abito da cerimonia più formale: le regole e le occasioni per sfoggiarlo come un perfetto gentiluomo inglese.

di Gaia Passi

Il tight è l’abito da cerimonia per eccellenza: di derivazione britannica, viene sfoggiato dai gentiluomini inglesi in diverse occasioni ufficiali, in particolare quelle che riguardano la famiglia reale. In Italia, invece, c’è un’unica occasione in cui questo outfit risulti appropriato: un matrimonio molto formale e solo se il dress code lo richiede.

Tradizionalmente, il tight, chiamato anche “morning suit” o “morning dress” è un abito da giorno: il galateo vieterebbe di indossarlo dopo le quattro del pomeriggio, anche se oggi questa regola viene interpretata in modo più flessibile. Gli ospiti di un matrimonio indosseranno il tight soltanto se espressamente richiesto dagli sposi: in alcuni casi, questo abito da cerimonia viene infatti adottato soltanto dallo sposo, dai testimoni e dai famigliari, mentre gli ospiti possono indossare un classico abito grigio o blu. Meglio, dunque, informarsi per tempo.

La giacca del tight è monopetto, a un bottone, di colore nero o fumo di Londra. La particolarità sono le due code di rondine che arrivano obliquamente fin dietro al ginocchio. I revers della giacca sono a lancia.

Il pantalone è in lana a righe sottili, in due diverse tonalità di grigio, tono su tono: non vogliono il risvolto e s’indossano rigorosamente col le bretelle, mai con la cintura. Le bretelle da abbinare a questo tipo di abito sono in seta o tessuto moiré (con la superficie percorsa da venature), bianche o grigio perla, e non si devono vedere. A coprirle c’è infatti il panciotto, di solito in tessuto leggero color grigio perla o nelle sfumature pastello: questo può essere monopetto oppure doppiopetto con revers.

La camicia è bianca, con doppi polsini da gemelli e collo classico. La tradizione vorrebbe, al posto della cravatta, un plastron in seta bianca annodato sul davanti e fermato con una spilla di perla. Per chi pensa che questo accessorio sia un po’ troppo antiquato, va benissimo anche una cravatta di seta, tinta unita o fantasia, dai colori non troppo sgargianti. Infine, la scarpa d’ordinanza è la classica Oxford nera, allacciata e liscia.

Per completare il look, si può indossare una pochette da taschino, oppure, per un tocco da dandy, un fiore all’occhiello. Meglio invece evitare guanti, cilindro e bastone, a meno che non stiate partecipando alle corse di cavalli del Royal Ascot.