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Oscar 2014: "La Grande Bellezza" e lo stile italiano nel mondo


Il film di Paolo Sorrentino vincitore prima del Golden Globe e poi della Statuetta come migliore film straniero racconta in immagini del fashion made in Italy

di Marta Charlotte Ferradini

Ha vinto su tutti. "La grande bellezza", il film di Paolo Sorrentino dopo essersi aggiudicato il Golden Globe 2014 ha vinto l'Oscar 2014 come migliore film straniero. La pellicola non è diventata celebre solo per la sua cruda rappresentazione della “caduta gli inferi” della borghesia italiana o per le immagini mozzafiato di una Roma sconosciuta ai più. È diventato il film simbolo del made in Italy nel mondo. Non a caso la rivista Esquire l'ha definito come il "film più elegante del 2013" , per i colori e il taglio impeccabili dei completi sfoggiati dall'attore Tony Servillo che sullo schermo interpreta Jep Gambardella, ex scrittore caduto "nel vortice della mondanità".

Il merito è di Daniela Ciancio, costume designer della pellicola di Paolo Sorrentino, che ha voluto "vestire l'anima, piena e vuota allo stesso tempo" dei personaggi. La Ciancio ha cercato di rappresentare la dualità di Jep Gambardella abbinando sapientemente capi di Armani e articoli confezionati ad hoc dalla Sartoria Attolini di Napoli. Così nel film Servillo sfila davanti ad una Roma mozzafiato con completi artigianali di altissima qualità, impreziositi da un perfetto mix di colori, tra cui spiccano il giallo accesso, l'arancione bruciato, l'azzurro ghiaccio per le giacche e il bianco candido per i pantaloni. Gambardella sfoggia i completi con disinvoltura come solo il "re dei mondani" potrebbe fare e lancia una nuova tendenza: il fazzolettino da dandy nel taschino, rigorosamente squadrato, non si limita più a far capolino ma si erge come un fiore che sboccia.

E ancora l'ex scrittore non utilizza gli occhiali da vista o sole che siano per necessità, ma come vezzo, come accessorio di un look elegante ma mai forzato. La Ciancio per le lenti ha puntato sempre sul made in Italy con Luxottica. Per i cappelli invece - terzo elemento chiave del look di Gambardella - si è rivolta al brand Marzi di Firenze.

Insomma un pull di designer tutti italiani e di altissimo livello a dimostrazione del fatto che la nostra nazione, seppure vuota e decadente secondo il film di Sorrentino, si conferma anche sul grande schermo come la culla della moda nel mondo.