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La giacca da smoking: le caratteristiche


Sempre classica, non più nera, con dettagli e ricami come dipinti a olio da indossare

di Annalisa Testa

Midnight blue, come il sangue che scorreva nelle vene del Duca di Windsor, il primo a indossarla agli esordi degli anni Trenta: un blu talmente scuro da sembrare anche più nero del nero. È la smoking jacket, ovvero, la giacca corta da fumo, quella indossata dai gentlemen d’inizio secolo nelle stanze dei fumatori per proteggere gli abiti dall’odore del tabacco e nicotina. Quella creata, secondo altre leggende, semplicemente tagliando le code al frac. Quest’inverno i designer provocano la tradizione con nuove texture, ricami e stampe a colori.

Dolce&Gabbana non si smentiscono e la propongono in versione barocca: un quadro a fiori, come fossero dipinti a olio, su una tela di seta blu. Ma il blu navy è anche il fondo in seta e cashmere sul quale i fratelli Chapman, coppia di artisti britannici, hanno ricamato per Louis Vuitton animali e creature fantastiche, in un intreccio di fiori e piante rampicanti. Sempre blu notte le giacche tailored proposte da Valentino e Dsquared2. La prima, tinta unita, liscia come la superficie di una macchia di petrolio, la seconda in velluto glitterato che la illumina con una manciata di polvere scintillante. E poi c’è quella ricamata con collo a scialle di Tom Ford, taglio slim ispirato agli anni Sessanta, con disegni in rilievo, che sembrano tracciati sulla sabbia dorata. Rinnovo e reinterpretazione sono quindi i capitoli principali di questa nuova grammatica di stile che sdogana colori e ricami dalla consuetudine del nero di gala. Nuove declinazioni di quella che gli inglesi chiamerebbero dinner jacket e gli statunitensi tuxedo, in onore del private club del New Jersey, all’interno del quale questo capospalla fece la sua prima comparsa, oltre Oceano, a fine Ottocento.