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Io, Fabrizio Bosso, musicista, padre, bambino, uomo


Autobiografia sentimentale del migliore trombettista jazz italiano

di Micol De Pas

Ci sono uomini che vivono di passione. Fabrizio Bosso è uno di questi: suona la tromba da quando aveva cinque anni e ora, a 40, è un musicista jazz conosciuto in tutto il mondo. Ha cominciato un po' per gioco, ha frequentato il Conservatorio di Torino, la sua città, per diplomarsi a soli 15 anni. E poi ha suonato classica, jazz, pop, spiritual, latino, gospel, portando in ogni genere se stesso. Ha appena pubblicato un nuovo disco, Purple, con Alberto Marsico e Alessandro Minetto, i Solisti Aquilani e il Sunshine Gospel Choir, per l'etichetta Verve (Universal Music).

Ma chi è davvero Fabrizio Bosso? Così si racconta, in un testo che ha scritto su misura per Icon.

«Quella dei 40 anni è sicuramente una tappa della vita che arriva inaspettata, come tutte del resto. Forse è la prima che, al contrario di quella dei 18, non si cerca di raggiungere poi così in fretta. E invece è arrivata velocemente, come mi sembra siano stati veloci tutti i viaggi, i concerti fatti fino ad oggi. Posso certo dire serenamente che sono stati anni densi di vita, di incontri, di esperienze, giunti al culmine nel 2010 con la nascita di mio figlio.

Io da uomo sono diventato padre e lui ci ha reso, con me e la mia compagna, una famiglia. Credo che questa sia una delle più grandi conquiste, che auguro a tutti di desiderare e raggiungere. Ultimamente mi capita spesso di guardami indietro. Non con malinconia o particolari rimpianti, ma con curiosità.

L'effetto dello sliding doors mi ha sempre affascinato: rimane fisso nella memoria il ricordo dei miei genitori che a 7 anni, quando già avevo impugnato la tromba per i primi studi, mi chiesero guardandomi negli occhi: «Fabrizio, è questo quello che ti piace fare?». Mi ripeto sempre questa frase e, ancora oggi, la risposta è la medesima. Allo stesso tempo, mi chiedo cosa sarebbe successo se i miei genitori non mi avessero posto quella domanda. Non saprei dire, forse avrei fatto altro e oggi non sarei qui a scrivervi. Perché quella frase è stato il motore di tutti questi anni. Da divertimento quale era la musica a quell'età, oggi è diventata, chiaramente, una passione profonda, oltre che una professione per mia scelta.

Ma il supporto morale e affettivo che può darti un genitore è la forza più grande. Mi considero fortunato in questo, perché so bene che non a tutti nella vita viene chiesto cosa si ama fare, e tantomeno si è poi sostenuti senza riserve nel realizzarlo. Marsalis ha scritto un libro dal titolo Come il jazz può cambiarti la vita. Non so se scriverò mai un libro, ma qualora fosse saprei sicuramente da dove cominciare».

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Il calendario dei suoi concerti sul suo sito, fabriziobosso.eu