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Materia per i sogni


Oggetti che raccontano storie: Dante Ferretti, costruttore di mondi che vive a ritroso, disegna poesie, vince oscar, carezza babbuini.

La scatola delle cose di Dante Ferretti è in una parentesi di Roma che sembra ovunque ma non lì, un altrove con l’insegna di Cinecittà: contiene cumuli di ricordi e tutti i ferri del mestiere. Sono enormi e minimi, dal set di Gangs of New York dove ora i piccioni fanno il nido indisturbati ad arcobaleni di gessetti che sporcano le mani di polvere di colore.

La rotta è semplice: sempre dritto lungo un viale finché non s’interrompe, qualche passo verso sinistra ed ecco l’attrezzeria diciassette. Numero meschino che qui ha perso vigore anzi ha smentito la sua fama, portando allo scenografo italiano più apprezzato al mondo tre Oscar, assieme a una valanga di nomination, nastri e trofei che una parete intera e due scaffali solo in parte riescono a contenere. Tutt’intorno, oggetti che raccontano storie, mestiere, passioni.

Testi Marco Morello

Foto Alessandro Imbriaco