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Come vestirsi per lo sci più estremo


In vetta si arriva con le proprie forze, poi ci si lancia nel fuori pista più puro. Ecco abbigliamento e attrezzatura per il free ski

di Annalisa Testa

Ai piedi della montagna, mentre si guarda verso la cima, lungo la schiena scorre quel brivido che precede la sfida. Si aspira ad essere il primo a segnare nuove tracce sulla neve fresca, ancora immacolata, e a conquistare la vetta scalando il pendio con le proprie forze, per poi dedicarsi al puro free ride.

È il free ski mountaineering, una fusione tra sci d’alpinismo, ice climbing, l’arrampicata sui pendii ghiacciati e il free ride, lo sci fuori pista. A praticarlo è una nuova generazione di sciatori che ha come obbiettivo quello di raggiungere la cima senza alcun ausilio tecnico. Nessuna seggiovia, nessuna funivia.

Ai piedi ci sono sci d’alpinismo con pelli di foca sintetiche applicate sul fondo, che permettono di risalire la cima creando resistenza con il terreno ghiacciato. Oppure ciaspole di ultima generazione che pesano meno di 900 grammi, con ramponi in acciaio e alzatacchi con differenti regolazioni che si adattano al tipo di terreno su cui si sta camminando, da quelli in piano fino ai più ripidi e impegnativi. Le strutture ultra leggere combinate con lame in acciaio e flap laterali che migliorano la stabilità permettono di affrontare versanti ripidi e pendii ghiacciati in totale sicurezza.

Si sale sul fianco della montagna percorrendo sentieri che durante la stagione estiva sono dedicati alla mountain bike, attraverso boschi e lande desolate o seguendo le vie ferrate degli scalatori. È la montagna in purezza. Intorno c’è solo neve e silenzio. L’attività fisica è intensa, il corpo si scalda mentre la temperatura, man mano che ci si avvicina alla vetta, si abbassa. Ecco perché abbigliamento e attrezzatura devono essere studiati, sicuri e affidabili.

I capi sono una combinazione di strati facili da indossare o da togliere. Hanno pesi leggeri, sono resistenti, traspiranti e proteggono dall’umidità che si crea con il sudore. Le giacche contengono un mix di materiali antistrappo, fodere in micropile, zip di ventilazione, cappucci regolabili con una sola mano che possono essere indossati anche sotto al caschetto. Hanno cuciture termosaldate, zip impermeabili, ghette elastiche, trattamenti idrorepellenti e una volta piegate hanno ingombri minimi, perfette per essere infilate nello zaino senza occupare troppo spazio.

E poi ci sono gli scarponi. Quelli da alpinismo hanno suole Vibram che assorbono gli impatti e meccanismi studiati per combinare prestazioni di salita e discesa con un sistema di congiunzione tra scafo, dove si poggia il piede, e gambetto, la parte che protegge la caviglia, che permette di agevolare i movimenti di spinta. I boots da ciaspole invece  hanno ghette integrate, imbottiture impermeabili in Gore-Tex e suole che garantiscono la massima aderenza.

Nel free ski, infine, fondamentale è la sicurezza, sia per la salita ma soprattuto per la discesa, quando finalmente si dà inizio al free ride allo stato puro. I caschi sono in policarbonato, con protezioni per il mento e imbottiture che ricoprono le orecchie, i bastoncini utilizzati per la scalata si piegano e si infilano nello zaino e gli zaini diventano safety: hanno sistemi antivalanga incorporati con Airbag che si aprono in pochi secondi e permettono di rimanere a galla in caso di pericolo.