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Camicia bianca: da icona di stile a icona politica


Con la cravatta o i gemelli, col collo alla francese o button-down: la camicia bianca è il simbolo del guardaroba dei capi di Stato di ogni schieramento

di Giuliana Matarrese

In tempi recenti ce l'ha ricordato Frank Underwood, il protagonista di House of Cards, interpretato da un Kevin Spacey in stato di grazia: la camicia bianca è una dichiarazione squisitamente politica. Il vendicativo deputato al Congresso americano si distingue per mancanza di scrupoli e una certa scioltezza nel gestire anche i retroscena più loschi nelle manovre della Casa Bianca, ma mai senza la camicia bianca. Inamidata, con collo all'inglese (quello stretto, le cui punte tendono al basso) e sempre, indistintamente accompagnata da blazer blu ministeriale dalle spalle strutturate. Dettagli di stile irrinunciabili la cravatta in una nuance di blu più chiara, a dare luce, e i gemelli con le iniziali.

Affermazione muscolare ma raffinata, ligia ai dettami dello stile e dell'etichetta, ma mai ingabbiata, ogni leader che si rispetti ne ha una collezione, che declina secondo vezzi e personalità. Al premier italiano Matteo Renzi piace con il collo alla francese, stretto, ma con le punte che tendono ad aprirsi ad aletta, ideale anche portata leggermente sbottonata. Nelle occasioni ufficiali, però, dove se ne richiede la formalità al massimo grado, non rinuncia ad abbinarla a cravatte di carattere, col nodo grosso e la trama in lana e seta lavorata a maglia. 

Meno trasgressivo David Cameron: per il primo ministro del Regno Unito la camicia è rigorosa, i bottoni sono a scomparsa, con il collo all'italiana, con punte ravvicinate tra loro, perfetto per le occasioni formali, che richiedono un'eleganza educata, palpabile ma mai troppo evidente. Ad accompagnarlo cravatte dai volumi minimali, in monocromo

L'uomo più potente del mondo, infine, prende spunto proprio da Underwood, di cui ha affermato di seguire con interesse le avventure televisive: Barack Obama sceglie il blu per la'bito, importante ma mai arrogante. Declinato in una gradazione soft sul blazer, ravvivato nella scelta della nuance della cravatta, stretta quanto basta intorno ad un colletto alto, adatta a chi come lui, vanta un collo dalla lunghezza adeguata. Una scelta che abbandona con piacere, in occasioni meno formali, in favore delle più casual button-down, con le punte del collo fornite di bottoni, da portare esclusivamente con cravatta, come l'uomo di potere più elegante che la storia ricordi, Gianni Agnelli.