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Brioni si ispira all’inverno giapponese


Al Museo della Permanente di Milano, la collezione inverno 2014/15

di Annalisa Testa

È il racconto di un viaggio in Giappone. Per la precisione, il primo viaggio di Gaetano Savini, cofondatore di Brioni, verso il paese del sol levante, raccontato in un diario del 1952. Un viaggio virtuale per assistere all’hanami, tradizionale rito che consiste nell'osservare lo sbocciare dei fiori.

Così, entrando nelle sale del Museo della Permanente, gli sguardi degli ospiti alla presentazione della collezione del prossimo inverno di Brioni sono stati catturati dalle proiezioni di una pioggia di fiori di ciliegio e dalle gigantografie dei capi scattati della fotografa americana Collier Schorr, già autrice della campagna Brioni su misura.

I modelli, immobili sotto un cielo fiorito, indossano capi ispirati alla tradizione sartoriale giapponese mentre giornalisti e buyer passeggiano come all’interno di un giardino zen sorseggiando cocktail al tè verde e finger food di sashimi.
Capo di punta della collezione la versione tailored dell’abito kimono allacciato in vita, nato dalla collaborazione con i maestri d’arte di Chiso. Camicie in seta e bomber portati come blazer sembrano quadri su cui artigiani giapponesi hanno dipinto gru, ciliegi in fiore e bambù.

Ai colori dei fiori si abbinano nuance storiche dello stile Brioni, grigio fumo di Londra, verde e blu navy sono stampati su lane mohair, sete e cashmere double face. Non mancano infine i cappotti in Principe di Galles mono o doppiopetto con colli in pelliccia.